Il Tirreno

Grosseto

Causa persa, il Comune sborsa 50mila euro

Massa Marittima, si chiude un vecchio contenzioso. Ma l’ente (per ora) non può risarcire il creditore

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MASSA MARITTIMA. Debito per un contenzioso, la mancata approvazione del bilancio 2013 fa slittare il pagamento.

Il Comune di Massa Marittima deve aggiungere alle uscite dell’anno in corso quasi 50 mila euro, risarcimento per un processo perso dall’ente pubblico. Ma per ora, siccome il rendiconto ancora non c’è, può solo prendere atto di tale spesa senza però saldarla.

La vicenda risale a vent’anni fa quando il Comune di Massa Marittima mise all’asta una proprietà rurale in località Poggio la Madonna: nel 1991 venne firmato davanti al notaio il rogito della cessione. L'asta fu vinta da Giovanbattista Capecchi, Maurizio Bessi e Paolo Valori, ma chi arrivò dopo di loro nella vendita all’incanto promosse una causa contro il Comune di fronte al tribunale grossetano per irregolarità procedurali. In pratica Egisto Dell’Amico si appellò a un cavillo del bando dove si diceva che l’offerta andava inviata per posta raccomandata e non consegnata a mano come invece fecero i tre. In contemporanea Dell’Amico promosse un ricorso al Tar Toscana per impugnare il verbale di aggiudicazione del concorso promosso dal Comune. L’istanza è stata accolta dal tribunale amministrativo e gli aggiudicatari hanno, come accade spesso in questi casi, promosso un appello al Consiglio di Stato. Nel frattempo il foro grossetano dava ragione anch’esso a Dell’Amico, dichiarando nullo il contratto stipulato per la cessione dell’immobile e obbligando il Comune a restituire ai tre acquirenti i 70mila euro circa versati per comprare la proprietà. La Corte di Appello di Firenze ha poi annullato la decisione del tribunale di Grosseto stabilendo che il contratto stipulato non fosse nullo ma annullabile: cavilli legali che hanno portato a un’attesa lunghissima per vedere conclusa definitivamente la vicenda.

Il Comune si è trovato così a essere l’unico soggetto legittimato ad annullare quell’atto firmato nel 1991: nel frattempo i tre acquirenti hanno continuato a usufruire dell’immobile non accettando nessun accordo stragiudiziale proposto in più circostanze dal Comune. L’ente ha preferito quindi chiudere la questione rimborsando il secondo arrivato all’asta, risarcendolo con 40 mila euro più le spese legali, circa settemila euro.

Chiusa la burrascosa vicenda però ad oggi il Comune massetano non può saldare il suo debito, perché fino a quando il bilancio non verrà approvato non potrà essere riconosciuta la spesa. Il motivo di tale ritardo è dovuto alle incertezze del governo centrale rispetto all’Imu e alla Tares: si attende che lo Stato decida definitivamente il da farsi e Dell’Amico intanto dovrà aspettare per avere il suo risarcimento. (p.v.)

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