Attenzione
Tre anni al metronotte per la morte di “Cubo”
Chiuso con il patteggiamento il procedimento per omicidio preterintenzionale I familiari di Ginanneschi sono stati risarciti dal Lloyd per la Battistolli
GROSSETO. Ha patteggiato 3 anni Antonio Domenico Ruta, la guardia giurata di 45 anni accusata di aver ucciso - preterintenzionalmente - l’uomo che aveva visto uscire dal bar Bristol di piazza Albegna nel corso di un furto. Era la notte del 24 febbraio 2010. Andrea Ginanneschi, 46 anni, soprannominato “Cubo” era morto in ospedale il 4 maggio successivo. Ruta aveva sparato contro di lui con una Glock calibro nome almeno 7 colpi: uno aveva colpito Andrea mentre fuggiva verso via Adige, gli altri si erano conficcati tra l’altro su una Fiat Marea in sosta, nella vetrina di un negozio, nel pannello di una cabina telefonica allora presente.
Il giudice dell’udienza preliminare Marco Bilisari ha ritenuto congruo l’accordo raggiunto tra il sostituto procuratore Maria Navarro e i difensori Paolo Serra e Luciano Serra. E nella concessione delle attenuanti ha rilevato l’avvenuto risarcimento delle parti civili: la convivente Simonetta Quinti assistita dall’avvocato Roberto Baccheschi, la figlia riconosciuta (26 anni) assistita dall’avvocato Romano Lombardi e la figlia minorenne (9 anni) assistita dall’avvocato Patrizia Pagano. L’entità del risarcimento non è conosciuta ma si attesta su alcune decine di migliaia di euro per ciascuna delle parti. È stato il Lloyd a coprire le responsabilità di ordine civile per il gruppo Battistolli, la ditta di vigilanza che ha assorbito la Grifone per cui Ruta lavorava. Un accordo raggiunto con un lavoro paziente che ha coinvolto tutte le parti.
Già prima della conclusione delle indagini preliminari la Procura aveva cambiato l’imputazione, derubricandola da omicidio volontario al meno grave omicidio preterintenzionale. In altre parole, Ruta non avrebbe voluto uccidere. Verosimilmente, si erano rivelati decisivi i risultati dell’esperimento compiuto sul luogo della sparatoria, in sede di incidente probatorio, il 23 febbraio 2011 (della perizia balistica era stato precedentemente incaricato Sandro Lopez, che si era aiutato anche con una simulazione tridimensionale) e gli argomenti portati dalla difesa, attraverso il perito balistico Gustavo Caldora, l’investigatore privato Davide Fontana e il medico legale Francesco Loreti Romantini. Uno dei dati salienti emersi dagli accertamenti difensivi era che Ginanneschi, mentre impugnava un punteruolo, era stato colpito mentre dava la fronte a Ruta e non viceversa.
Domenico Ruta non era presente ieri mattina in Tribunale. È ancora al lavoro come guardia giurata ma al passaggio in giudicato della sentenza gli sarà revocata la licenza. Sarà successivamente ammesso al programma di riabilitazione previsto.
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