Il dolore
«Il Comune ci aiuti a tornare a Il Castiglione»
GROSSETO. E adesso cosa fare de Il Castiglione? La sentenza della Corte di appello, che pure ha dichiarato l’estinzione per prescrizione, non lascia dubbi: il complesso sulla provinciale...
GROSSETO. E adesso cosa fare de Il Castiglione? La sentenza della Corte di appello, che pure ha dichiarato l’estinzione per prescrizione, non lascia dubbi: il complesso sulla provinciale Castiglionese adesso è del Comune, su disposizione dei giudici fiorentini, perché confiscato in seguito al riconoscimento del reato di lottizzazione abusiva. «Acquisito di diritto e gratuitamente al patrimonio del Comune».
Chi aveva acquistato, e che adesso non ha più niente, adesso ha solo domande e speranze. «Il sindaco tempo fa ci aveva promesso che si sarebbe comunque interessato - dice Giuseppe Pacchiano, uno di coloro che su quella Rta avevano investito tutto - Addirittura mi ricordo che ci aveva prospettato l’ipotesi di farci pagare un solo euro e saremmo rientrati in possesso dell’appartamento».
È ancora così? «La mia volontà è quella - risponde il sindaco Emilio Bonifazi interpellato dal cronista - Ma non voglio dare illusioni. La questione è troppo fresca, sono in corso le valutazioni. E mi propondo di riconfrontarmi con i promissari-acquirenti a esame concluso».
La valutazione non è di poco conto. Quando il complesso entrerà materialmente nella disponibilità del Comune, sarà effettuata una perizia per comprenderne il valore. Il Castiglione non è finito, visto che il sequestro intervenne precedentemente all’agibilità, è addirittura in stato di abbandono, e bisognerà quindi spendere dei soldi per completarlo. Il Comune, cui competeranno anche i compiti di vigilanza e messa in sicurezza, avrà difficilmente le risorse per farlo. L’amministrazione potrebbe quindi decidere di venderlo: «Ma occorre chiarire se serve fare un bando, come avviene per tanti altri beni, oppure no», osserva Bonifazi. Se l’ipotesi bando non dovesse entrare in gioco, il sindaco afferma di non aver «nulla in contrario a che gli appartamenti possano tornare in possesso di chi li aveva acquistati. D’altro canto, stiamo parlando di una fascia debole di cittadini, che ha perso un bene rilevante. È senza dubbio una questione sociale».
Da escludere secondo il sindaco che possa essere ripristinata una Rta. Ed è difficile comunque anche la strada più generale della proposta di trasformazione di parte delle Rta e Cav in alloggi, specie se si trata di zone di territorio aperto per le quali entrerebbero in conflitto le norme del Piano territoriale.
«Noi comunque speriamo ancora, tutti e 28» aggiunge Pacchiano, che quella casa al piano terra l’aveva comprata per facilitare i movimenti del figlio disabile: «Siamo tre-quatro famiglie con problemi seri. Su quelle case avevamo puntato tutto il nostro futuro. Ogni volta che ci passo davanti sento una pena nel cuore. Anzi, ormai odio Il Castiglione. Ma di sperare non ho finito». (p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
