Il Tirreno

Grosseto

«Gazebo, regolamento da rivedere»

di Paola Villani
«Gazebo, regolamento da rivedere»

Associazioni all’attacco: assurdo il limite di 24 metri quadri. Ma il sindaco Baldi li convoca per un incontro

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FOLLONICA. La riduzione dello spazio esterno a disposizione e le differenze tra le strade della città: questi sono i punti che più interessano i commercianti del golfo rispetto alla questione dei gazebo. Un tema che potrebbe trascinarsi a lungo e che, hanno messo in guardia ieri i commercianti stessi, rischia di far perdere al settore circa 200 addetti, in gra parte stagionali.

Per questo proprio iieri mattina i rappresentanti di Ascom, Confesercenti, associazioni ristoratori e bar, si sono incontrati con il dirigente all'urbanistica di Follonica, Domenico Melone per avere dei chiarimenti tecnici sul regolamento per le strutture esterne alle attività commerciali che entrerà in vigore il primo gennaio 2014.

Ieri mattina gli esercenti follonichesi hanno saputo che il prossimo 11 novembre il sindaco Eleonora Baldi li ha convocati per discutere proprio della problematica relativa ai gazebo insieme ad un altro argomento spinoso, la Tares. La nuova tariffa sui rifiuti, infatti, rischia di portare aumenti importanti, in quanto richiede che il costo sia pagato al 100%.

La notizia dell’incontro, però, fa ben sperare i commercianti: un'apertura al dialogo da parte dell'amministrazione comunale per loro significherebbe un ottimo primo risultato.

«Per noi – dicono dalle varie associazioni – è inaccettabile che venga imposto un limite massimo di di 24 metri quadrati e mezzo di suolo pubblico a disposizione delle attività: ci sono ristoranti e bar in alcune zone della città che hanno dei gazebo di 100 metri quadrati. Un tale ridimensionamento significherebbe per molti di noi una diminuzione radicale del lavoro, meno guadagni, meno servizi alla clientela, meno dipendenti stagionali. In sostanza, per l'economia locale sarebbe un gravissimo danno».

«Quello che chiediamo e che chiederemo al sindaco – proseguono – durante l'incontro previsto tra un mese è di rivedere alcuni punti particolari del regolamento che proprio non possono essere accettati: in primis la questione delle metrature come detto, poi le differenze tra le varie strade cittadine e tra quartiere e quartiere. Per fare solo un esempio in base alle nuove norme adottate dalla precedente legislatura chi ha un'area privata esterna dove installare un gazebo non può richiedere ulteriore spazio al Comune».

In queste settimane le associazioni metteranno per iscritto le loro istanze in modo da arrivare preparati alla riunione: nel caso delle strutture temporanee le modifiche al regolamento possono essere apportate direttamente con una delibera del consiglio comunale.

Per quanto riguarda invece le varianti alle norme relative ai gazebo fissi (per i quali la durata della concessione è fissata in cinque anni) c'è bisogno di un cambiamento nel regolamento urbanistico, iter sicuramente più complicato del primo.

«Intanto chiederemo una proroga di due anni all'entrata in vigore del regolamento – concludono gli esercenti – poi cercheremo di cambiare le norme stabilite in passato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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