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«Facciamoci sentire a Firenze o a Roma»

«Facciamoci sentire a Firenze o a Roma»

Oltre ai politici, ieri pomeriggio anche gli agricoltori hanno detto la loro e lo hanno fatto anche in maniera accalorata. Già all’inizio del convegno era partita la proposta provocatoria da parte...

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Oltre ai politici, ieri pomeriggio anche gli agricoltori hanno detto la loro e lo hanno fatto anche in maniera accalorata. Già all’inizio del convegno era partita la proposta provocatoria da parte presidente della Cia, Enrico Rabazzi, appoggiata prontamente dal sindaco di Orbetello Monica Paffetti, su una eventuale azione di picchettaggio a Montecitorio, o sotto qualsiasi palazzo del potere in modo da poter far sentire la voce del disagio del mondo agricolo.

Poi sono cominciati gli interventi dei semplici imprenditori che, in alcuni casi, hanno fatto scendere il gelo in aula.

Il primo è stato Rossano Nucci, rappresentante della cooperativa Agrimaremma, i cui terreni posti nella zona di Marsiliana hanno subito danni per 115 mila euro: una persona che già in occasione del presidio a oltranza che fu organizzato lo scorso marzo per protestare contro la mancata ricostruzione del ponte distrutto dall’alluvione, aveva fatto dichiarazioni accorate alle istituzioni presenti: «Ci siamo stufati di aspettare. È tutta l’estate che lavoriamo per poter provare a ripartire – ha detto il produttore agricolo – ma ora le parole non bastano più, ci vogliono i fatti. Se c’è bisogno andiamo a Grosseto, a Firenze o a Roma per protestare, ma dobbiamo cercare di ridare speranza all’economia di questa attività. Io ho sistemato tutti i miei campi da solo, non potevo certo aspettare che arrivassero i contributi per ripartire, ed ho fatto tantissime foto perché anche io, come altri, abbiamo diritto ad essere risarciti anche per il lavori fatti in economia».

Sabino Zuppa

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