Il Tirreno

Grosseto

«Ex Sitoco, no alle seconde case»

«Ex Sitoco, no alle seconde case»

Sabatini (Sel) contrario all’ipotesi residenziale: «Meglio farne un polo culturale»

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ORBETELLO. La brusca accelerata del progetto di riqualificazione dell’area della ex Sitoco di Orbetello, dopo un lungo periodo di silenzio, riapre il dibattito sull’opportunità o meno di prevedere una grande quantità di residenziale in quell’area, da destinare a prime e seconde case. Circa 27mila metri quadrati di superficie edificabile che riguarderebbero tanti appartamenti quanti ne potrebbe contenere un quartiere gigante: una questione che era stato anche il punto di disaccordo, in passato, tra l’amministrazione di centrodestra di Di Vincenzo e Matteoli e il centrosinistra di Regione e Provincia di Grosseto. Ecco perché, pochi giorni fa, Rolando Di Vincenzo si era sorpreso dell’inversione di rotta da parte della sinistra, pronta apparentemente a sposare le sue precedenti previsioni.

Ma c’è chi come il vicepresidente della Provincia, Marco Sabatini, un mese fa durante la presentazione del nuovo progetto proposto dalla Laguna Azzurra, società incaricata della riqualificazione della Sitoco, non nascose il suo disaccordo: «Ho partecipato - dice - alla riunione di presentazione del progetto per la riqualificazione della ex Sitoco e in quella sede ho espresso molte perplessità in merito alla previsione residenziale, facendo due conti e partendo dalle volumetrie si parlerebbe di un totale di circa 400 appartamenti. Un numero di alloggi enorme, che forse poteva avere un senso 15 anni fa quando, durante il boom dell’edilizia, invece di scegliere col piano strutturale di cementare l’intera zona di Orbetello per costruirci case, alcune delle quali ancora invendute, si poteva decidere di recuperare e sfruttare un’area già compromessa come la ex Sitoco. Faccio presente che nel nuovo Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Grosseto la parola “residenza” è stata eliminata dalla previsione per la ex-Sitoco, in sintonia con l'indirizzo generale del piano che disincentiva fortemente la nascita di seconde case. Tale piano è stato approvato nel 2010 dal centrosinistra in Provincia e ricordo che i consiglieri di centrodestra non votarono contro».

Sabatini va subito al nodo della questione, benché anche il centrosinistra dell’amministrazione lagunare sembri interessato dalla nuova proposta di Laguna Azzurra che prevede un centro congressi e una zona residenziale per la terza età.

«Credo - continua - che la previsione residenziale nella ex Sitoco debba essere marginale, e comunque per prima casa, rispetto a prospettive di sviluppo collegate per esempio alla cultura, alla ricerca e ai settori di cui il territorio ha una vocazione naturale. Certo è che per un’operazione di riqualificazione industriale così importante sarebbe auspicabile l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico, sempre che esista ancora in Italia. In tutto il mondo i recuperi delle aree ex industriali o dei vecchi siti portuali sono finalizzati alla creazione di lavoro, qua mi pare si ragioni sempre in termini di rendita speculativa. Tra l’altro, e senza voler fare un mestiere che non è il mio, non trovo molto appetibile una casa che, oltre a essere molto vicino alla ferrovia, rischia di affacciarsi anche sulla nuova autostrada».

Sabino Zuppa

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