La protesta
Riconosciute scarpe, catenina e borsa di Maria Grazia Trecarichi
Naufragio della Concordia: marito e figlia hanno visto le foto in Questura a Catania
«Io ho riconosciuto le scarpe. Mia figlia Stefania la catenina e anche una borsa». Elio Vincenzi e sua figlia hanno riconosciuto ieri, in Questura a Catania, gli oggetti ritrovati in occasione del ritrovamento della salma sulla Costa Concordia, avvenuto martedì. Quegli oggetti appartengono a Maria Grazia Trecarichi, la passeggera siciliana che la notte del 13 gennaio 2012 era sulla nave naufragata al Giglio. «Ci hanno mostrato le foto - dice Vincenzi - Erano oggetti conservati abbastanza bene. Mi hanno detto che lo scheletro era intatto». Manca ancora il tassello definitivo, cioè la comparazione del dna: i risultati dell’esame dovrebbero essere pronti la prossima settimana
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
