Lutto
«Le bici? Non fanno danni Il problema sono le auto»
Legambiente contesta la scelta dell’Amministrazione: «Non si può essere fiscali con le due ruote se non lo siamo con le macchine. Serve il limite a 30 kmh»
GROSSETO. “Non stuzzicar il can che dorme” dice il proverbio. E un motivo c’è: la decisione del Comune di far spuntare cartelli che vietano il transito delle biciclette nel cuore del centro storico ha creato un’ondata di discussione. Ora, dopo l’incontro tra il presidente della Fiab e i referenti di amministrazione e municipale, una soluzione è arrivata. Si, perché la mediazione ha dato i suoi frutti e si è deciso di limitare l’area esclusiva per pedoni nel solo corso Carducci. Ma intanto Legambiente coglie l’occasione per tornare a ribattere: bene il passo indietro del Comune, ma il problema sono le auto in centro, non le biciclette. «È sbagliato – dice Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – essere troppo fiscali con le bici se poi non si è ugualmente severi con i mezzi a motore. Occorre aumentare al secondo anello della città la zona a traffico limitato ed espandere le strade con il limite di velocità a 30 chilometri all’ora. Ma soprattutto – attacca Gentili – vanno incrementati i controlli sia nelle zone 30 che nelle Ztl e diminuiti i permessi per le auto (dove ci sono troppi mezzi che attraversano a velocità elevata)». Per l’associazione solo così è possibile non solo «ridurre l’inquinamento, ma anche la (crescente) incidentalità». Cresce anche l’interesse della gente sulla questione: già 740 le adesioni riscosse in tre giorni dalla pagina Facebook “Vogliamo andare in centro in bicicletta a Grosseto”. E al Tirreno arrivano commenti dei lettori, come quello di Aldo che invia una lettera dal titolo eloquente: “Quando il cervello va più lento dei piedi”. L’uomo si domanda quale sia la logica che ha portato a escludere le bici dal cuore cittadino. «Posso immaginare, ma devo sforzarmi molto, sia legata alle proteste di qualcuno cui dà fastidio che la gente si muova in bicicletta (in contrasto con le attuali tendenze) e che, evidentemente, odia i ciclisti». Aldo concorda con «chi si può lamentare perché qualche maleducato passa per il corso in bici senza rispetto per i pedoni, ma questo mi suscita una riflessione: non era possibile trovare una soluzione che contentasse tutti e che inoltre garantisse un incentivo e un riconoscimento a chi intende muoversi per la città con un mezzo sia ecologico che economico e contribuisce ad alleggerire il traffico?». Applicare i divieti - per il nostro lettore - è sintomo di leggerezza, un qualcosa di «imperdonabile se riferito a chi deve amministrare una città come Grosseto». Poi un’occhiata alle altre realtà cittadine “evidentemente meglio amministrate” dove si sono individuati percorsi riservati alle bici sia nei centri storici che contro senso. Basta “realizzare una striscia colorata per terra”.
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