Sicurezza
Etruschi e agroalimentare per il futuro di Grosseto
Il sindaco indica i progetti chiave per i prossimi due anni e mezzo di mandato Per il Centro di documentazione la Regione ha staziato dodici milioni di euro
GROSSETO. Il centro di documentazione degli Etruschi, il polo per l’innovazione agroalimentare, la vela a Marina: sono questi i tre grandi progetti sui quali Emilio Bonifazi vuole puntare nei due anni e mezzo che lo separano dalla fine del mandato. E lo fa con convinzione, per dimostrare che la sua Amministrazione non è ferma, anzi. Accanto a questi procede il lavoro per la fusione delle società partecipate, dalle quali nascerà una nuova realtà alla quale, fra le altre cose, saranno affidate le manutenzioni della città.
Ne parliamo dopo un caffè in corso Carducci, unica strada cittadina nella quale resta il divieto alle biciclette («un tratto sicuro per i pedoni ci voleva – spiega il sindaco – mi pare che 250 metri su tutta la città siano una cosa ragionevole...»): una chiacchierata di un paio d’ore durante la quale emerge un uomo che alla Grosseto che guida ormai da sette anni abbondanti ci tiene. Ma che spesso si scontra con meccanismi complicati della macchina amministrativa, meccanismi che paiono avere la sabbia dentro anche per rimuovere una vecchia bici accanto al museo. «Visto? Voi siete pressanti... Ma alla fine l’ordinanza è stata fatta. Vogliamo dare ordine anche a questo. Piazzeremo nuove rastrelliere in punti strategici. In fondo la bici resta il mezzo di trasporto migliore a Grosseto. Le abbiamo date anche ai nostri dipendenti».
Il Centro Etruschi. La novità è che sarà la Regione a pagarlo, interamente. Mentre il Comune, magari insieme all’università, dovrà occuparsi della gestione. Da Firenze arriveranno 12 milioni di euro, cinque nel 2014, sette nel 2015. E la Regione si occuperà anche del progetto. «Stiamo lavorando al protocollo d’intesa – spiega Emilio Bonifazi – ma i soldi ora sono a disposizione. E lo sono perché la Regione ha deciso di puntare su Grosseto come punto di riferimento toscano per gli Etruschi. Di conseguenza saremo i capofila a livello nazionale. Mi pare un’occasione non da poco per la nostra città».
Il Centro Etruschi sarà a Roselle. Nel vecchio, orrendo stabile che doveva ospitare le terme. Quel mostro di cemento e mattoni rossi sarà ristrutturato. E finalmente, oltre a offendere gli occhi di chi passa da quelle parti, servirà a qualcosa. «L’operazione è nata quando abbiamo deciso di uscire dal Piuss (Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile, ndr). Quei progetti prevedevano una compartecipazione delle spese da parte del Comune, un 40% che, alla luce delle nostre finanze attuali, non ci possiamo permettere. Non si possono fare troppi sogni se i soldi non ci sono. Però con la Regione abbiamo raggiunto un nuovo accordo che ha salvato tutte i finanziamenti già utilizzati, dalle piste ciclabili all’asilo di via Mozambico. E poi abbiamo iniziato a parlare del Centro Etruschi. Ora finalmente ci siamo».
I soldi regionali arrivano a Grosseto perché la nostra città è stata scelta per un progetto che ha valenza nazionale e che porterà in Maremma studiosi da tutto il mondo.
Ma i soldi serviranno anche a riqualificare la frazione di Roselle che, come abbiamo anche evidenziato qualche giorno fa con il nostro viaggio nelle frazioni, non è certo messa bene?
«Quella struttura – spiega ancora Bonifazi – risale alla metà degli anni ’70. Nei nuovi strumenti urbanistici l’abbiamo inserita proprio con questa destinazione. E la Regione sta già dando incarico ad una serie di professionisti per la realizzazione del progetto. Quindi sì, lavoreremo anche per Roselle. Oltre al Centro Etruschi lì ci verranno la scuola, la palestra, anche un calidario diurno con l’acqua termale, quest’ultimo in project financing. È previsto anche un ponte sul fosso Salica, per il collegamento con la piazza della frazione».
Quindi nasce un legame stretto con il mondo degli Etruschi, dal quale passa il rilancio della città.
«Per la gestione vogliamo coinvolgere l’università. E poi ci siamo legati a Perugia per il riconoscimento da parte dell’Unesco della rete delle città etrusche. Penso sia un grande risultato per Grosseto. E se io da sindaco non ne coglierò i frutti, è lo stesso. Saranno di chi verrà dopo di me su questa seggiola».
Anche questa, in fondo, è cultura...
«Capisco la provocazione... Allora dico pubblicamente che sono pronto a incontrare Serra e Cont (i due artisti che hanno presentato la candidatura per Grosseto capitale della cultura, ndr). Ma al tempo stesso non possiamo giocare su tutti i tavoli: avremo i soldi per gli Etruschi, sono in arrivo anche per il polo alimentare. Sulla capitale della cultura, visto che c’è Siena in corsa, potremmo fare squadra una volta tanto».
Il polo alimentare. Quello di Alberese è il secondo progetto che Bonifazi ritiene strategico per Grosseto. «Ci sono tre milioni di euro di finanziamento regionale. L’obiettivo è avere alla villa medicea un punto di ricerca e innovazione legato all’agricoltura. Un polo che possa diventare anche un incubatore di imprese. Non dimentichiamo che il 90% dell’export maremmano è agroalimentare. In questo settore ci dobbiamo credere».
Quindi anche questi sono soldi regionali?
«Certo. Dobbiamo imparare a rapportarci a Firenze, visto che i soldi i Comuni non li hanno più. E che presto mancherà anche l’ente intermedio, la Provincia. Alla fine, se la legge non cambia, toccherà a me, sindaco del Comune principale, a farmi carico anche del coordinamento in Maremma».
La vela a Marina. I mondiali del luglio scorso sono stati un momento importante. Ma, spiega Bonifazi, il progetto vela è partito molto prima. «Ci lavoriamo, insieme a Paolo Borghi, fin dal 2010. Quel centro federale che abbiamo realizzato alla colonia San Rocco sarà un punto di riferimento per l’attività, anche invernale, della Federvela. Questo ci aiuterà a destagionalizzare le presenze a Marina, quindi a riqualificare la frazione».
Però i problemi ci sono, sia a Marina, sia a Principina.
«Principina paga ritardi atavici. E anche su Marina c’è da fare. Però pensiamo che una destagionalizzazione, legata anche al termalismo che sta finalmente partendo, possa aiutare a dare un volto diverso alle frazioni».
La partecipata unica. Infine Bonifazi parla della fusione fra le tre società partecipate (San Lorenzo, Grosseto Parcheggi e Investia) alla quale sta alacremente lavorando Gabriele Fusini. La sede sarà all’ex foro boario, ma lì ci sarà anche il nuovo cantiere comunale, affidato proprio alla nuova società, con compiti di manutenzione in tutta la città. «Gabriele Fusini sta facendo un ottimo lavoro. Riunendo le sedi al foro boario risparmieremo circa 200mila euro all’anno di affitti. E avremo i margini per intervenire in città dove sarà necessario».
Quindi una specie di task force anti-degrado?
«Diciamo che avremo il personale per intervenire dove ci sarà bisogno. Cosa che adesso è più difficoltosa, anche per le piccole cose».
A proposito di degrado, la gente chiede maggiore sicurezza. L’ipotesi di mandare due vigili in giro per il centro è percorribile?
«I vigili reali, quelli che si possono usare per certe cose, sono al momento solo 83. In organico ce ne sono di più, ma parte sono distaccati in altri Comuni o in altre funzioni (sarebbe in organico, ad esempio, anche Luciano Bartoli, comandante della polizia provinciale, ndr). Poi ne abbiamo tre che sono assegnati a tempo pieno alla Procura della Repubblica. Però con il comandante Carullo ne parleremo quanto prima. Vediamo se è possibile ricavare qualcosa».
Ma la nuova sede del corpo?
«Andranno all’ex Gil. La decisione è presa. Mi pare uno stabile idoneo come caserma e, fra l’altro, è a ridosso del centro. E questo per le loro funzioni è un valore aggiunto».
@guifiorini
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