Il Tirreno

Grosseto

Via Ambra e Rubino le “gemme” sono piene di rifiuti

Via Ambra e Rubino le “gemme” sono piene di rifiuti

Auto abbandonate, cumuli di spazzatura, lavandini e anche materassi: la zona artigianale è una discarica

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GROSSETO. Illuminazione scadente, sporcizia e furti: non siamo in qualche baraccopoli brasiliana, ma nella zona industriale di Grosseto. Ancora una volta abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di cittadini stufi della situazione. E ancora una volta siamo andati sul posto a vedere l’effetto che fa.

Nel parcheggio all’imboccatura di via Ambra c’è sempre una vecchia auto sfasciata e lasciata lì a marcire. Pure noi del Tirreno l’avevamo segnalata qualche tempo fa, quando ancora aveva le sembianze di una vettura recuperabile. Adesso la situazione è peggiorata e all’interno del veicolo c’è di tutto: lattine, bottiglie, addirittura pezzi di un manichino e luridume vario. Il mezzo è targato.

Ma la sporcizia – almeno da quelle parti - non è un problema circoscritto: in via Ambra a ogni cassonetto si presentano chili, a volte quintali di materiale dimenticato a terra dai soliti imbecilli.

«E c’è chi – ci racconta un uomo - ogni giorno passa a caricare questi resti lasciati fuori dagli incivili: materassi, divani, frigoriferi e armadi. Persino tapparelle e finestroni, raccattano tutto e poi sgommano via fieri del bottino accumulato».

Pure le strade che costeggiano la ferrovia (al di là della sede della Gardenia) sono piene di pattume: non è difficile trovare - come fossimo nelle pericolose periferie metropolitane - bidoni incendiati (dimenticati da qualche anno), pancali e cartoni (questi ben più recenti).

Ma l’apice del degrado è senza ombra di dubbio all’altezza di via Rubino, nell’incrocio che porta alla piattaforma della Ecolat: lì, in un parcheggio pubblico, c’è chi ha preferito allestire discariche abusive.

È così da anni (basta dare un’occhiata alle mappe diffuse su internet da Google). Insomma, smaltire gli scarti in modo corretto sarebbe troppo semplice. Meglio seminarli a circa trenta metri dall’isola ecologica che li accoglierebbe gratis.

Una vera gioia (e un gran profumo) per chi lavora da quelle parti: concessionarie di auto e altri esercizi commerciali che pagano le tasse al pari di tutti gli altri (fortunati) colleghi cittadini.

C’è solo una differenza, loro hanno aperto la propria attività ai margini della città. Hanno scelto di darsi da fare nella periferia di un capoluogo che conta poco più di 80mila abitanti. Una cittadina cresciuta - dicono in molti - troppo in fretta e male.

Una realtà piena zeppa d’incivili (come ha ricordato di recente l’assessore all’ambiente, Giancarlo Tei), gente pronta a gettare ogni genere di sozzura per strada. Tanto poi c’è chi raccoglie: che sia Coseca (sebbene il servizio sia spesso carente) o qualche sbandato poco importa. Ma così si va davvero poco lontano. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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