Sicurezza
«Prefetto, ci aiuti a non morire»
Virgilio Manini esprime solidarietà ai pastori colpiti dai lupi E lancia un appello: «Ora temiamo per la vita umana»
SCANSANO. Tributo di solidarietà piena degli allevatori di ovini della provincia di Grosseto verso le aziende tartassate dalle aggressioni di predatori, in particolare a quella della famiglia Eugeni di Pian d’Orneta, Baccinello, che in un botto solo ha visto il gregge di 200 pecore ridursi a 40 capi sani. Una solidarietà che si allarga a tutte le vittime dei predatori: a Fulda, a Franceschelli, a Tizzi, a Ricciardi, a tutti quelli, e sono tantissimi, che dell’azienda di allevamento hanno fatto la loro ragione di vita e sostentamento e che caparbiamente hanno continuato a lavorare nei pascoli.
Portavoce di questo segno di solidarietà è Virgilio Manini, proprietario dell’azienda agricola Lasconi di Saturnia, presidente del Comitato promotore agnello Igp e consigliere regionale Arap. «So bene – spiega Manini – cosa significhi per un’azienda vivere il dramma di una predazione come quella toccata agli Eugeni. Non ci sono parole di conforto adatte: è un patrimonio che va in fumo. La mia stessa azienda,negli anni, ha subito perdite altrettanto consistenti. Noi allevatori, lo diciamo subito: non siamo sentimentali, ma molto concreti. Le pecore per noi sono reddito, che ci permette di onorare gli impegni economici e mantenere la famiglia».
Purtroppo, vista la situazione, nonostante gli appelli e le richieste, le aziende degli allevatori, dice Mambrini, sono candidate per il curatore fallimentare: «Moltissime son state costrette a chiudere e nessuno ha alzato un dito. Un’economia e una filiera che era la spina dorsale della provincia sta franando. L’ambiente si sta modificando in peggio senza la cura dei pastori. I predatori hanno dissipato un’economia secolare e nessuna istituzione, per ora, è stata in grado di stoppare questo dramma. I predatori si sono moltiplicati in modo esponenziale e le loro dimensioni e l’aggressività sono fuori da ogni aspettativa. Non ci sono cani, né reti, né lacci che tengano, come gli ultimi eventi dimostrano senza bisogno di commenti. Temiamo addirittura per la vita umana, per la nostra vita, per quella dei cercatori di funghi, dei raccoglitori di castagne, di chi va fare una passeggiata nel bosco. Dunque, insieme alla solidarietà, rivolgiamo un appello al prefetto di Grosseto e chiediamo a questa massima istituzione che, se fosse presa un’iniziativa, vorremmo essere presenti come allevatori».
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