Il Tirreno

Grosseto

Francesco Tocci è il nuovo colonnello alla guida del reparto operativo

di Elisabetta Giorgi

GROSSETO. Circa 30mila euro di refurtiva tra due auto, un furgone e materiale edile di vario tipo: il bottino era tutto stipato in un campo nella periferia nord di Grosseto, ben occultato alla vista...

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GROSSETO. Circa 30mila euro di refurtiva tra due auto, un furgone e materiale edile di vario tipo: il bottino era tutto stipato in un campo nella periferia nord di Grosseto, ben occultato alla vista dalla vegetazione fitta, e forse destinato alla Romania. A finire nei guai per furti e ricettazione è una banda di quattro cittadini rumeni, abitanti a Grosseto e disoccupati, che i carabinieri del Norm ritengono responsabili di una decina di colpi tra il capoluogo maremmano, Ribolla e Venturina negli ultimi 10 giorni.

Due auto, un furgone, biciclette da corsa, materiale edile, due carrelli elevatori, vari capi di vestiario, attrezzi agricoli e per l’edilizia, vestiario da moto. Da Ribolla la banda avrebbe trafugato una Fiat Panda, da Grosseto un’Opel Astra, da Venturina un furgone Daily.

I carabinieri tenevano d’occhio i quattro già da un po’. Negli ultimi giorni è arrivata una svolta quando è stata trovato il grosso della refurtiva (provento di più episodi) nel bel mezzo di un campo ai margini della città. Secondo la ricostruzione dei militari il gruppo compiva i furti a bordo delle auto rubate, e raggiungeva un furgone in sosta in cui accumulava la refurtiva. Il furgone - rubato a Venturina una decina di giorni fa - veniva impiegato come una sorta di “deposito provvisorio”, a bordo del quale era sistemato di volta in volta il bottino che poi, nei giorni successivi, era spostato in altre zone isolate, forse più lontane. E il furgone tornava a ospitare il bottino della giornata. Le zone “segrete” erano state identificate in più punti: tutti posti comunque ben occultati alla vista da una fitta vegetazione. Con questo sistema era stato rubato di tutto. Presi di mira garage, case e annessi agricoli. Rubati i carrelli elevatori, attrezzi, tute da moto, oltre ovviamente alle auto usati per mettere a segno i colpi.

I rumeni (due trentenni tra cui una donna, un quarantenne e un 28enne) pur risultando “domiciliati” a Grosseto a casa di amici e avendo quindi un tetto, usavano dormire in auto. Le vetture tra l’altro erano attrezzate di tutto punto per compiere i colpi, con tanto di piccole “mascotte” al seguito.

A bordo di una macchina i carabineri hanno trovato infatti una gabbietta con i canarini, che evidentemente seguivano il gruppo, loro malgrado, nelle loro scorribande tra poderi e case in città.

I quattro sono stati tutti denunciati a piede libero per ricettazione e furto. Parte del materiale è stato restituito ai proprietari, grazie alle denunce, ma molto altro è in caserma e aspetta di essere riconosciuto e riportato a casa: da qui l’invito dei carabinieri a visionare le foto e contattare il comando, per riconoscere il materiale sottratto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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