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Grosseto

lottizzazione abusiva

Al Castiglione l’abuso c’era ma il reato è prescritto

Al Castiglione l’abuso c’era ma il reato è prescritto

GROSSETO. Alla Rta il Castiglione era presente «una lottizzazione abusiva cosidetta negoziale, non desumibile in modo univoco dal mero esame della struttura edilizia, ma integrata dall’intervento di...

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GROSSETO. Alla Rta il Castiglione era presente «una lottizzazione abusiva cosidetta negoziale, non desumibile in modo univoco dal mero esame della struttura edilizia, ma integrata dall’intervento di atti giuridici volti alla modifica della destinazione d’uso di un complesso immobiliare». È chiara, secondo la terza sezione penale della Corte di appello di Firenze, «al di là di ogni ragionevole dubbio» la situazione in atto fino al 2007. È chiara e il reato c’era, perché «con la combinata azione del proprietario committente Collini e del progettista Mugnai, i proprietari delle singole unità abitative le avrebbero occupate personalmente e in modo continuativo ai fini abitativi, realizzando una situazione incompatibile con la locazione delle stanze ai clienti organizzata in forma unitaria di tipo imprenditoriale, propria delle Rta». L’abuso era chiaro sia dal punto di vista strutturale, sia sotto l’aspetto negoziale, anche perché Collini aveva fornito rassicurazioni ai promissari acquirenti sull’accatastamento delle unità immobiliari come civili abitazioni.

Le motivazioni adesso depositate della sentenza pronunciata a Firenze il 21 giugno scorso (Mazzi presidente, Perini e Milelli) chiariscono comunque che il reato è estinto per prescrizione, «essendo ormai decorso il termine massimo pari ad anni 5, mesi 6 e giorni 21» (la scadenza era il 14 ottobre 2012) e che dunque non si può procedere nei confronti degli imputati. La sentenza di primo grado - che era stata impugnata dalla Procura nei confronti dei soli Luca Collini e Lorenzo Mugnai assolti perché il fatto non sussiste e con il ricorso alla Cassazione convertito in appello - deve essere riformata ma la responsabilità penale non può essere affermata. In altre parole, la Procura aveva ragione ma il tempo è scaduto.

Non solo. Poiché il reato contestato è lottizzazione abusiva, l’immobile viene confiscato e viene «acquisito di diritto e gratuitamente al patrimonio del Comune». E c’è anche un altro passaggio che, giurisprudenza alla mano, spegne ulteriormente le speranze delle parti civili (a parte le spese): «non avendo le parti provveduto a impugnare la sentenza assolutoria, ed essendo intervenuta sentenza che ha dichiarato estinto il reato per prescrizione, non è possibile per la Corte pronunciarsi sulle questioni che concernono gli interessi civili». La Corte afferma anche di non potersi pronunciare sull’esistenza del reato di truffa ai danni dei promissari acquirenti e del Comune, disponendo comunque l’invio degli atti alla Procura di Grosseto. (p.s.)

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