Proteste
Rivolta contro il divieto per le biciclette
I cartelli che impediscono il transito lungo corso Carducci hanno sollevato commenti negativi. C’è un gruppo su Facebook
GROSSETO. Sembrava una scelta da niente e invece ha spalancato un acceso dibattito: da qualche giorno, girellare in bicicletta lungo corso Carducci o in una delle traverse che danno sulla via principale del capoluogo è sanzionabile con 89 euro di multa. I cartelli che restringono ulteriormente l’accesso a quella che è da anni un’area pedonale (dunque aperta anche alle bici) sono arrivati da poco. Eppure, il popolo del web, quello che parla con la pancia e senza voler essere politicamente corretto, si è già schierato: quel divieto è assurdo.
Pochi (per adesso) i favorevoli. Su Facebook è nata addirittura una pagina ad hoc, “Vogliamo andare in centro in bicicletta a Grosseto” costellata di oltre 400 “mi piace” raccolti in meno di 24 ore. Tantissimi i commenti anche sulla sezione internet del Tirreno: «Non sapete proprio cosa diavolo pensare – scrive Stefania – invece di dedicarvi a queste cavolate occupatevi di cose serie, tipo strade e marciapiedi disastrati. Il centro storico sta morendo perché ci vanno quattro gatti, continuate così e non ci andranno neppure quelli». Va giù pesante anche Francesco: «Complimenti alla giunta, veramente un gran lavoro dietro questa decisione». E poi ancora: «Ma siamo sicuri che il problema siano le bici in centro? La velocità dei ciclisti? Allora si vietino le macchine in giro per la città, visto che in tanti superano i limiti. Ma forse non era meglio trovare il modo di sistemare le varie buche (sulla Luna le chiamano crateri) che ci sono in città?».
C’è anche chi ricorda i tempi andati, quando dentro Porta «ci passavano le macchine e gli autobus – dice Desy - c’era più traffico, inquinamento, pericoli e rumori, ma prima il centro era un luogo vivo e vitale, pieno di negozi che lavoravano grazie anche alla comodità di poterli raggiungere». Mentre Stella guarda all’estero e – sarcastica – ricorda che «le città come Monaco, Amsterdam, Helsinki, Copenaghen funzionano troppo bene con l’eccessivo uso di biciclette (nonché di piste ciclabili): perché mai dovremmo imitarle?! Ridicoli». Resta in campo internazionale anche Fabrizio, una delle poche voci fuori dal coro: «In Germania, Austria e Svizzera, dove c’è l’area pedonale le biciclette si possono condurre solo a mano. Chi non lo fa viene multato, come è giusto che sia».
Alessandro parla di provvedimento assurdo, mentre Giovanni chiede quanti siano gli incidenti creati dai ciclisti per il corso. Mentre Gloria grida al pericolo di tasse occulte e azioni messe in campo «in barba a tutti gli incentivi per sensibilizzare il sano uso della bici». In una città a misura d’uomo, come Grosseto, il bello è proprio «poter girare in centro in bicicletta» scrive Monica.
Ma c’è anche chi, come Roberto, etichetta i ciclisti come un gruppo di esaltati: «Anche a Lucca è uguale. Hanno rotto, ovunque fanno come gli pare per non parlare dei fanatici con le bici da corsa e le belle pettorine… 200 euro per una maglietta piena di pubblicità». E Rosy rincara la dose: «Bene! Anche il pedone va tutelato!».
Tante le condivisioni della notizia su numerose pagine Facebook, ma la tendenza non cambia: il divieto di transito alle biciclette nell’area attorno a corso Carducci (non è interdetto tutto il centro storico) alla gran parte della gente rimane indigesto. Tanto che c’è chi si domanda, come Fabrizio, se esistano o meno restrizioni pure per i monopattini... «Pensare che alla base – dice, più accomodante, Rossella - c'è sempre l'educazione delle persone: se chi porta la bicicletta è cauto e prudente non vedo il motivo di un divieto simile. Dobbiamo incrementare l'uso di questo mezzo». Tra i commenti più polemici quello di Roberto, che chiuderebbe il centro storico «col filo spinato, così non ci va più nessuno e non se ne parla più. Tanto non c’è niente da vedere, è diventato uno schifo, bellino ma fa schifo. Tra poco metteranno anche i tornelli e ci faranno pagare il pedaggio».
E Leti ha la sua ricetta: «Un piccolo bus ogni 5 minuti (verso il centro) e più piste ciclabili: così la macchina a Grosseto ce la dimentichiamo! Manca il coraggio». Intanto sono molti a ipotizzare la nascita dell’ennesimo comitato per spingere l’amministrazione verso un ripensamento. È in questo clima che oggi s’incontreranno il sindaco Emilio Bonifazi e il presidente della Fiab (Federazione italiana amici bicicletta) Angelo Fedi.
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