Sicurezza
L’attesa, le ricerche, la terribile scoperta
I sommozzatori recuperano Markus Link: era sulla sponda del fiume, dieci chilometri dal ponte dove è precipitato
MASSA MARITTIMA. Il fiume Pecora, poco prima del ponte sulla Sarzanese Valdera in località Vivoli ai confini con il comune di Follonica, si stringe di colpo fra le frasche degli argini e i ciottoli ormai emersi che ne formano il letto. Proprio lì, in quel corso d’acqua ancora pieno di melma e sporcizia, ha finito il suo tragico viaggio il corpo di Markus Link, il padre di famiglia travolto con il figlio sabato sera dalle acque del torrente Satello a pochi metri dal podere Il Cicalino dove era arrivato poco con la moglie in vacanza.
Ne ha fatta tanta di strada, il povero corpo, sballottato dalla violenza di quei corsi d’acqua che solo poche ore dopo il terribile nubifragio sembravano essere tornati i placidi torrenti di una collina da cartolina: dal luogo dell’incidente fino al punto del ritrovamento sono più di otto chilometri in linea d’aria, forse qualcosa in più seguendo il corso delle acque.
Siamo un paio di chilometri oltre il luogo del ritrovamento del corpo del figlio, rinvenuto ventiquattr’ore prima incastrato fra i detriti. Markus Link è stato trovato dalla squadra dei sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno, impegnati al pari dei colleghi da sabato notte nella perlustrazione del Satello, del Sata e del Pecora, i tre corsi d’acqua battuti palmo a palmo con procedura topografica applicata georeferenziata.
Le operazioni, alle quali hanno partecipato anche carabinieri, unità cinofile della polizia di Stato e la Forestale, si erano spostate nelle prime ore della mattinata di ieri dal podere il Cicalino al complesso della Forestale a Marsiliana, coordinate dal vicecomandante grossetano del vigili del fuoco Domenico De Vita. Un’area vasta, visto che la pattuglia interforze era pronta a battere palmo a palmo quindici chilometri di argini e campi fino a 50 metri dai corsi d’acqua.
Un via vai di mezzi e uomini ha caratterizzato da subito la struttura forestale, strategicamente posta a metà strada fra il luogo dell’esondazione e quello in cui è stato ritrovato il corpo di Link, rinvenuto alle 12.30 a quindici metri dall’alveo del Pecora, in una zona in cui le acque del fiume sono tracimate e hanno formato un reticolo secondario, a dimostrazione – se mai ce ne fosse bisogno – che la quantità di acqua trasportata dalla violenza delle piogge è stata eccezionale.
Nessun dubbio sull’identità del corpo che, a quanto descritto da alcuni operatori, non era stato troppo martoriato dall’acqua. La tragica carovana di mezzi impegnati nelle ricerche si è poi spostata all’obitorio di Grosseto dove Link è stato trasportato nel primo pomeriggio.
Li si è ricongiunto alla piccola salma del figlio e alla moglie Elisabeth Schneider, unica sopravvissuta alla tragedia. «La donna ci ha voluto ringraziare per le operazioni di protezione civile che abbiamo messo in campo – dice De Vita – non si è mai sentita sola e ha avvertito la forte solidarietà che la Maremma ha saputo darle, l’ennesima prova del grande cuore di questa terra anche nei momenti più drammatici e difficili».
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