Sicurezza
«Vietata la macellazione» Il vitello all’inceneritore
Il grosso animale fuggito da un’azienda e abbattuto dai cacciatori va smaltito per ordine dell’Asl: addio a 4 quintali di carne, danno doppio per il proprietario
ORBETELLO. Quattro quintali di carne di vitello fresca mandati all’inceneritore. Dopo l’epilogo tragico, la fuga del vitello di quattro quintali, scappato venerdì sera da una stalla alla Giannella e abbattuto domenica mattina da una squadra di cacciatori, ha avuto un’ulteriore amara appendice.
Il proprietario non ha potuto macellare l’animale e metterlo nel freezer per mangiarselo: l’Asl ha imposto di mandarlo all’inceneritore, giudicando la carne non compatibile con l’uso alimentare. E dunque, dopo la paura per aver visto l’animale fuggire, dopo il verbale da pagare, per il proprietario pure la beffa di non poter macellare il suo vitello.
La carcassa, custodita per due giorni nell’azienda, finirà all’inceneritore di Viterbo.
La povera bestia era stata acquistata lo stesso venerdì ma, una volta arrivata nella nuova stalla, era impazzita ed era fuggita, seminando il panico. La libertà, per i boschi e le campagne della Giannella, aveva messo in allarme le forze dell’ordine che hanno presidiato le strade notte e giorno, temendo che l’animale potesse piombare in carreggiata e provocare incidenti gravi, e hanno battuto le campagne alla ricerca del bestione.
Alla battuta hanno partecipato anche alcuni cacciatori specializzati nella caccia al cinghiale. Domenica mattina l’animale è stato individuato ma, visti gli uomini che lo braccavano, ha iniziato a caricare, firmando così la sua condanna a morte.
I cacciatori hanno dovuto abbatterlo, ma hanno usato un fucile di precisione mirando direttamente alla testa, per non sciupare le carni. L’intento era di restituire intatto il vitello al proprietario perché lo potesse macellare.
Grande è stata la sorpresa quando l’Asl gli ha detto che non era possibile. «Dicono che, visto che era domenica, non potevano mandare nessuno a fare le analisi», spiegano i cacciatori.
Le analisi sono quelle imposte dalla legge sugli animali destinati alla consumazione, obbligatorie per tutti gli animali che non siano selvatici (si fanno, ad esempio, per il maiale, ma non per i cinghiali).
«Eppure era in ottima salute – proseguono i cacciatori – ed è incomprensibile buttare via carne buona da mangiare con tutti quelli che ne hanno bisogno». (f.f.)
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