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Stangata dalla Tares ma arriva il porta a porta

CASTELL’AZZARA. «La Tares è una tassa che oltre a non risolvere i problemi finanziari dei comuni, strangolati dal patto di stabilità, devasterà l’economia delle nostre famiglie e darà il colpo di...

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CASTELL’AZZARA. «La Tares è una tassa che oltre a non risolvere i problemi finanziari dei comuni, strangolati dal patto di stabilità, devasterà l’economia delle nostre famiglie e darà il colpo di grazia alle attività produttive riducendo i comuni ad esattori delle tasse, ruolo questo di competenza dello stato».

Il giudizio sulla tassa al momento più odiata, questa volta non arriva da un comune cittadino, ma dalla stesso sindaco di Castell’Azzara Marzio Mambrini, che lo ha ripetuto anche nell’ultimo consiglio comunale. E ha anche annunciato che presto arriverà la raccolta dei rifiuti “porta a porta”.

«In questi giorni tutti i cittadini che nel territorio del nostro comune possiedono, occupano o detengono locali o aree scoperte che possono produrre rifiuti urbani, a qualsiasi uso siano destinati (abitazioni, box, uffici, negozi, magazzini e loro pertinenze, ecc.), si sono visti recapitare i bollettini per il pagamento della Tares e la protesta contro questa nuova tassa, alla pari di quanto sta avvenendo in tutta Italia, sta montando. Le lamentele si susseguono e sono molte le persone che si recano presso gli uffici del comune ad esigere spiegazioni sulle bollette della tassa sui rifiuti e servizi, giudicate errate, care e sproporzionate anche rispetto alla qualità dei servizi che essa copre. Tutti i comuni, incluso il nostro, viste fallite le proteste messe in atto dai sindaci per far tornare nel cassetto questa tassa, ritenuta iniqua ed inefficace a risolvere il problema dei rifiuti, sono stati obbligati, in tutta fretta, a modificare completamente i metodi di calcolo del suddetto tributo (per il quale, lo ripetiamo, non si considerano più esclusivamente i metri quadri dell’abitazione ma anche il numero dei componenti del nucleo familiare e la copertura di alcuni servizi forniti dall’Ente con una quota dello 0,30% in favore dello Stato), a predisporre i regolamenti per la nuova tassa, a rivedere le banche dati dei contribuenti, a calcolare gli importi e a inviare i bollettini entro la fine dell’anno, con evidenti aggravi di costi e di carichi di lavoro. Castell’Azzara ha cercato di limitare gli aumenti per i cittadini al massimo, anche se l’imposizione di coprire totalmente il costo del servizio che, oltre al prelievo e smaltimento dei rifiuti comprende anche i costi del personale che effettua lo spazzamento e, in quota parte, gli impiegati che concorrono al servizio stesso, non lasciava molti margini di manovra perché la quota di maggiore incidenza è quella relativa alla parte variabile, collegata al numero dei componenti il nucleo familiare, come imposto dallo Stato».

«Abbiamo applicato i minimi previsti dalle tabelle merceologiche e ciò nonostante gli aumenti rispetto alla Tarsu sono abbastanza consistenti. Ravvisato che le poche attività produttive del nostro Comune che già versano in grande difficoltà avrebbero subito rincari gravosi, abbiamo ridotto del 10% le loro imposte (di più non è stato possibile). Unica possibilità di rivedere gli importi della Tares (che dal prossimo anno, sembra, si trasformerà in service tax) è quella relativa all’innalzamento delle quote della raccolta differenziata. Dovrà essere impegno comune quindi impegnarsi in tale pratica e, da parte del Comune, c’è l’impegno, al fine di raggiungere quanto dettato dalla legge, di estendere il “porta a porta” su tutto il territorio comunale». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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