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Rogo a Marina, all’esame i distributori

Rogo a Marina, all’esame i distributori

Gi inquirenti guardano i filmati dei benzinai, per capire chi possa aver riempito le taniche

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MARINA DI SCARLINO. Il giallo del rogo alla sede della Promomar non è ancora risolto, i filmati dei distributori di benzina potrebbero essere la chiave di volta dell'indagine. Il liquido infiammabile trovato nella tanica abbandonata dietro gli uffici dell'azienda era benzina. Ieri mattina i vertici della società che gestisce il porto di Scarlino hanno incontrato gli inquirenti: i carabinieri per adesso (così come la Promomar) mantengono il massimo riserbo sullo svolgimento delle verifiche volte a rintracciare il colpevole o i colpevoli dell'incendio che la mattina di venerdì scorso è stato appiccato all'edificio sede degli uffici amministrativi della gestione. Il rogo partito intorno alle sette è stato spento quasi subito grazie all'intervento dei dipendenti della Promomar che avvertiti da alcuni passanti hanno subito preso gli estintori e sono corsi a spegnere le fiamme. Pochi minuti e il fuoco è stato domato con poche centinaia di euro di danni. Insomma nulla di così grave. Grave è invece che qualcuno ce l'abbia così tanto con la società da scavalcare la recinzione e buttare della benzina sui muri in ben tre punti, appiccare l'incendio e andarsene lasciando lì la tanica che conteneva il liquido infiammabile. E' questa la pista che stanno seguendo le forze dell'ordine, cercare cioè di rintracciare il distributore di benzina dove l'autore del gesto ha acquistato il carburante. Non sarà semplice acquisire tutte le registrazioni dei vari benzinai della zona, anche perché qualcuno ha installato il sistema di video sorveglianza altri no. Dalle riprese gli inquirenti sperano di rintracciare il volto del colpevole o la targa dell'auto. Quello che fa pensare è che solo pochi giorni prima del rogo agli uffici, fosse stato appiccato il fuoco anche in alcuni cestini dell'immondizia del porto: in quel caso trattandosi di un unico episodio, non gli fu dato molto peso, anzi. Sia il personale interno alla struttura, che lo stesso sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri, hanno pensato a qualche adolescente che passando avesse lanciato un cerino così per fare una stupidaggine senza motivo. Ma adesso la ragazzata acquista sicuramente un altro peso: da escludere invece il collegamento con un altro incendio che ha interessato un gommone ancorato al porto poche settimane fa. In quest'ultimo caso le fiamme sono partite senza ombra di dubbio da un corto circuito elettrico interno all'imbarcazione. La società e le forze dell'ordine sono impegnate quindi nella ricerca del colpevole, per capire che cosa l'abbia spinto ad un gesto simile e prevenire episodi simili in futuro.

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