Sicurezza
Processo Concordia, Schettino disse: "Domnica, ti salverai"
Ripreso il dibattimento. In aula l'ufficiale cartografo Simone Canessa: “Perché si decise di deviare verso il Giglio? Per fare un saluto”. Fatta ascoltare la prima telefonata di Schettino all'unità di crisi di Costa Crociere: "Ho preso con la poppa un basso fondale. Sono distrutto, sono morto, non mi dire nulla''
GROSSETO. ''Prima della partenza da Civitavecchia il comandante Schettino mi disse di aspettare sul ponte, poi mi ordinò di programmare una variazione della rotta Civitavecchia-Savona per passare accanto al Giglio''. Lo ha detto l'ufficiale cartografo Simone Canessa, testimone sentito oggi (martedì) al processo di Grosseto sulla Costa Concordia.
L'udienza è iniziata con la testimonianza di Canessa, che ha risposto alle domande dei pm spiegando cosa accadde la notte del tragico naufragio. In totale le testimonianze del processo, in base alle liste dei testimoni proposte da accusa, difesa e parti civili, comprendono circa 1040 nominativi. “Allora vedi che velocità dobbiamo fare. Andiamo sotto al Giglio. Amm'a fare l'inchino al Giglio''. E poi: ''Andiamo a fare questo c...o di Giglio''. Lo diceva Francesco Schettino all'ufficiale Simone Canessa mentre stavano aspettando di salpare da Civitavecchia il 13 gennaio 2012. E' quanto risulta da un'intercettazione audio in plancia fatta ascoltare stamani in aula a Grosseto dai pm. Sul perché fu cambiata la rotta Civitavecchia-Savona, per deviare verso il Giglio, ''non avevo nessuna informazione diretta ma avevo sentito dire che era per un saluto a qualche abitante del Giglio o che lavorava sulla nave''.
Lo ha detto il testimone Simone Canessa al processo uslla Costa Concordia rispondendo al pm Alessandro Leopizzi se sapesse il motivo di variare l'itinerario della nave dalla rotta normalmente seguita verso nord.
LE TAPPE SALIENTI DELLA TESTIMONIANZA DI CANESSA
Nella plancia anche delle hostess. Tra le persone presenti nella plancia della Costa Concordia al momento dell'urto contro gli scogli, e che non erano addette alla guardia, ''c'erano anche delle hostess, delle ragazze''. Lo ha raccontato il cartografo Simone Canessa rispondendo agli avvocati delle parti civili che chiedevano se c'erano altre giovani donne oltre alla ballerina Domnica Cemortan. In base alla testimonianza di Canessa, risulta che le hostess erano state convocate in plancia di comando nelle fasi del naufragio per apprestarsi a fare annunci in varie lingue ai passeggeri. Canessa ne ha parlato quando gli è stato chiesto di riferire chi fosse presente in plancia di comando oltre al comandante Schettino e al personale di guardia durante le concitate fasi dell'emergenza per il naufragio in corso.
Schettino a Domnica: "Ti salverai!". Francesco Schettino guardò la ballerina moldava Domnica Cemortan mentre erano in plancia e le disse: ''Domnica, ti salverai''. Lo ha raccontato il cartografo Simone Canessa proseguendo la sua testimonianza al processo sulla Costa Concordia.
Con una carta nautica non sarebbe cambiato nulla. 'Non ci sarebbe stata nessuna differenza con una carta nautica diversa''. Lo ha detto il cartografo della Costa Concordia Simone Canessa dopo che il pm Alessandro Leopizzi gli ha mostrato una carta nautica dettagliata del Giglio, carta che non era tra quelle in dotazione alla Costa Concordia. Su questa Canessa ha detto che ''l'ingrandimento è migliore'' rispetto alle mappe della nave ''ma dal punto di vista della pianificazione del viaggio non sarebbe cambiato nulla. La scala migliore aiuta ma non c'è nessun dettaglio che mi possa essere sfuggito''. A Canessa Schettino ordinò di tracciare una rotta che prevedesse un'accostata al Giglio a distanza di 0,5 miglia.Canessa utilizzò le carte di bordo, mappe dell'Istituto Idrografico italiano, mappe inglese e mappe digitali. Il 13 gennaio 2012 la Costa Concordia proseguì sulla solita rotta Civitavecchia-Savona ma dopo l'isola di Giannutri deviò verso il Giglio.
Fare inchini era una consuetudine. La consuetudine di fare inchini presso le isole, anche al Giglio, non era in uso nella flotta di Costa Crociere. Lo ha riferito il testimone Simone Canessa al processo di Grosseto. ''Nell'agosto del 2005 facemmo, su un'altra nave, un'accostata all'isola del Giglio, in totale sicurezza, alla velocità di cinque nodi e a 100 metri dalla costa. Al comando c'era Mario Palombo''. ''Ci avvicinammo da nord - ha ricordato Canessa - il comandante Palombo (che è fra i testi dell'accusa e che scrisse un libro sulla pratica dell'inchino, ndr) prese tutte le precauzioni, anche preavvisando le autorità sia di terra, sia di mare''
La prima telefonata di Schettino: "Sono morto". ''Roberto, sono passato sotto il Giglio. Il comandante Palombo mi ha detto 'Passa sotto, passa sotto'. Ho preso con la poppa un basso fondale. Sono distrutto, sono morto, non mi dire nulla''. Lo diceva Francesco Schettino nella prima telefonata fatta dalla plancia il 13 gennaio 2012 a Roberto Ferrarini, il coordinatore dell'unità di crisi della flotta di Costa Crociere spa, comunicandogli che pochi minuti prima la nave aveva urtato gli scogli del Giglio. L'audio è stato fatto ascoltare al processo di Grosseto al testimone Simone Canessa, l'ufficiale che sta ricostruendo il naufragio in aula.
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