Il Tirreno

Grosseto

Istia è senza Rai, la rabbia del sindaco

di Maurizio Bernardini
Istia è senza Rai, la rabbia del sindaco

Bonifazi ha scritto all’azienda, a Equitalia e anche alla Procura: «Se non pagano il canone, alla fine li posso capire»

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ISTIA D’OMBRONE. Le tasse non piacciono. Tra queste, poi, c’è n’è una che appassiona ancora meno: il canone Rai (113,50 euro).

Non riguarda il servizio offerto, ma il possesso di apparecchi televisivi e viene pagato all’Agenzia delle entrate, ossia lo Stato.

Eppure, nella mente di tutti, quell’odiata imposta è collegata alla tv pubblica, quella farcita di pubblicità (seppur con limiti) e lottizzata dai partiti politici.

A Istia d’Ombrone i tre storici canali della Rai (lasciamo per un attimo da parte le 11 reti tematiche spuntate con il digitale) non si vedono da un pezzo: «Almeno – dice una residente – dalla fine degli anni Novanta. Perché quindi devo pagare il canone?».

Sì, perché in buona parte del paese e nella campagna circostante il segnale televisivo non c’è. Così come – ce ne eravamo accorti durante la prima puntata dei nostri viaggi del Tirreno lungo le periferie comunali – hanno molte difficoltà le linee dei cellulari, soprattutto della Wind.

Per cercare di risolvere la faccenda canone si è mosso anche il sindaco del capoluogo, Emilio Bonifazi: ha scritto alla direzione della tv pubblica per segnalare il problema denunciato dai cittadini di Istia, ma non ha avuto risposta. L’ultimo contatto tra amministrazione e vertici Rai è dell’aprile scorso.

Alla lettera non ha replicato nessuno, tanto che adesso il capo della giunta torna sulla questione e avverte: «Non sono più in grado di garantire che i cittadini indignati paghino il canone Rai 2014. Serve un intervento immediato per ripristinare la piena fruibilità del servizio. Un operazione che non è più rinviabile».

E Bonifazi fa sul serio: «Ho scritto anche a Equitalia e alla procura della Repubblica, perché è vero, il canone copre la proprietà del mezzo televisivo, ma il servizio la Rai lo deve dare».

Al sindaco non è proprio andato giù l’atteggiamento dell'azienda pubblica: «Si dice sempre che le tasse vanno pagate, e ci mancherebbe altro, ma così non va bene. Appena venuto a conoscenza della faccenda mi sono mosso, ho scritto lettere, fatto telefonate e incontrato persone, ma nel tempo non siamo riusciti a risolvere nulla. A Istia abitano quasi 2mila persone che vivono con un disagio e sono parte integrante del Comune: il sindaco è dalla loro parte. Anche perché – sbotta Bonifazi – quando non paghi il canone la Rai ti manda mille lettere».

Ma in tutti questi anni, come hanno vissuto gli abitanti di Istia? «In molte case del paese – dice un residente - prende Tv9, Mediaset e poco altro. Ci siamo organizzati con Sky: grazie al satellitare vediamo tutti i canali, compresa la Rai. Peccato che quando ci sono eventi importanti, come le partite della nazionale o Sanremo, il segnale su Sky è criptato, dunque dobbiamo trovare altre soluzioni: in passato c’è chi andava a vedere le partite alle Stiacciole o chi in qualche locale a Grosseto».

Le tasse non piacciono, ce n’è poi una che piace meno delle altre: il canone. A Istia sono costretti a pagarlo senza vedere la televisione pubblica. Dispensare un intero paese o risolvere il problema? Aspettiamo che mamma Rai batta un colpo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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