Il Tirreno

Grosseto

Epatite A, in aumento i casi in Maremma

di Guido Fiorini
Epatite A, in aumento i casi in Maremma

Una buona metà sono legati al consumo di frutti di bosco congelati. Il dottor Spagnesi: «Ma non c’è un vero allarme»

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GROSSETO. L'aumento di casi di epatite A (Hav), dall'inizio dell'anno a Grosseto e in Italia, potrebbe essere imputabile al consumo di frutti di bosco (lamponi, ribes, more, mirtilli) surgelati. Lo dice uno studio del ministero della Sanità che, nei giorni scorsi, ha diramato una nota informativa, seguita da una comunicazione anche da parte dell'assessorato alla salute della Toscana, con alcune indicazioni sul consumo di questi prodotti. Lo studio del ministero ha messo in evidenza una forte correlazione con il consumo di frutti di bosco surgelati assunti tal quali, o utilizzati come ingredienti nella preparazione di torte e gelati.

Ne parliamo con il dottor Maurizio Spagnesi, responsabile del settore igiene e sanità pubblica della Asl 9.

Qual è la situazione a Grosseto?

«Anche nella Asl 9, pur con numeri in assoluto piuttosto bassi anche grazie ai molti vaccini che vengono effettuati nell'ambito dell'ambulatorio del viaggiatore, si è verificato un aumento dei casi di epatite A in cittadini residenti. Dall'inizio dell'anno a ora, infatti, abbiamo avuto 6 casi (di cui 3 epidemiologicamente correlati al consumo di frutti di bosco surgelati), contro ai 3 del 2010, ai 2 casi nel 2011 e a 1 caso nel 2012. Ecco perché, anche se non c'è un vero e proprio allarme, stiamo monitorando la situazione e abbiamo fatto analizzare alcune partite della tipologia di prodotto per la ricerca del genoma del virus. Attendiamo i risultati nei prossimi giorni».

Sono stati presi particolari provvedimenti?

«Anche se ad ora non c'è l'assoluta certezza che il prodotto in questione sia contaminato, abbiamo preso provvedimenti per il ritiro della merce dalla vendita, limitatamente ai lotti oggetto di campionamento ed analisi. In alcuni casi, sono stati i rivenditori stessi che hanno deciso spontaneamente di sospendere la vendita del lotto di frutti di bosco surgelati, in via cautelativa».

Esattamente di che prodotto si tratta?

«Sono frutti di bosco misti - ribes, mirtilli, more, lampioni - surgelati, confezionati in Italia, ma provenienti da Polonia, da altri Paesi dell'Est Europa e dal Canada. Si presume una contaminazione del prodotto fresco e un non corretto lavaggio, prima del trattamento e della confezionatura, oppure una contaminazione crociata a seguito della lavorazione di altri prodotti».

Quindi cosa consiglia ai consumatori?

«Intanto di consumare i frutti di bosco surgelati solo ed esclusivamente previa cottura. Il virus dell'epatite A, infatti, sopravvive a basse temperature, ma viene rapidamente inattivato dal calore. Per esempio, facendo bollire i frutti di bosco per almeno 2 minuti viene garantita la salubrità dell'alimento. Non avendo la certezza, al momento, sul tipi di frutto contaminato, la provenienza e la messa in commercio, consigliamo cautela anche nel consumo di gelati, di torte con guarnizioni a base di frutti di bosco e, più in generale, nel consumo di prodotti per i quali vengono usati frutti di bosco crudi. Nel caso di questi prodotti freschi, inoltre, raccomanderei comunque sempre un lavaggio accurato prima di consumarli».

E per quanto riguarda gli operatori industriali o artigianali del settore alimentare?

«In questo caso si devono utilizzare sistemi di sanificazione attivi contro batteri e virus. In ogni caso, è opportuno precisare che, nelle procedure aziendali di gestione del rischio, basate sul sistema Haccp, il pericolo di virus quali Hav e Norovirus, così come batteri patogeni come salmonella, e.coli è minimo. Per chi impiega frutti di bosco surgelati per produzioni artigianali o di ristorazione si raccomanda l'impiego solo previa cottura.»

Si può parlare di emergenza sanitaria o di epidemia?

«Non si può parlare di una vera e propria epidemia (con la quale si intendono molti casi in un tempo limitato, ndr), ma è comunque una situazione che desta preoccupazione e che deve essere seguita attentamente. In ogni caso, si ritiene di essere in una fase di individuazione certa dei prodotti contaminati».

Il virus dell'epatite A è molto pericoloso?

«È la meno grave tra le epatiti, in alcuni casi può decorrere in maniera asintomatica e risolversi spontaneamente. Tuttavia si tratta sempre di un'infezione del fegato importante e quindi da non sottovalutare e da seguire da un punto di vista clinico e terapeutico».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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