Finanza
Danni a Arcidosso e Santa Fiora
Fango anche a Castel del Piano e in centro a Montenero d’Orcia
MONTE AMIATA. Sull’Amiata è stata una notte d’inferno, infatti, quella fra sabato e domenica. È successo di tutto: fossi straripati, allagamenti, inondazioni, crolli, strade rurali in tilt. Nottata terribile anche per Roccalbegna, dove, oltre alle strade vicinali semidistrutte, è rimasto alluvionato il garage di un residente, con acqua alta. Mezzanotte tremenda pure ad Arcidosso, perché il punto fragile del paese e cioè il fosso Arcidosso, è esondato, abbattendosi con furia nei piazzali della Rama, sommergendo la vasta area con acqua limacciosa e detriti di ogni genere. Poi, passando per la strada provinciale, la piena si è abbattuta nella zona della palestra e del palazzetto dello sport, cospargendo le strade e il campo sportivo di residui di fango e di legna e alla fine ha inondato i fondi a pianterreno delle case di Arcidosso davanti alla Madonna Incoronata. «Meno male che l’Arcidosso ce l’ha fatta a rientrare nell’alveo – commenta il sindaco Emilio Landi – altrimenti sarebbero stati dolori. In ogni caso bisognerà pensare e praticare una soluzione drastica, perché non si può continuare così». Nel frattempo a Santa Fiora, inondazioni nella via Lunga, nel centro storico, e soprattutto altre due emergenze: una ad un ponte nei pressi della Peschiera su cui si sono abbattuti alcuni alberi e che mostra segni di destrutturazione, l’altra al podere Fonte Mozza ai Poggi di Monte Labro, dove molti fossi hanno esondato, spaccando campi e pascoli, ma soprattutto allagando lo stabilimento del gregge, con gravi danni per gli animali e la struttura. «Domani proseguiremo i sopralluoghi alla Scabbia e al Fiora – spiega il sindaco Renzo Verdi –, ma ci vorranno 2 o 3 giorni per capire l’entità dei danni». Gravi conseguenze in tutte le strade rurali della montagna, da Semproniano a Seggiano, ma fra tutti Monte Labro si è mostrato, come ogni volta che ci sono tempeste, la parte più fragile dell’Amiata: le fossette non ricevono più, e l’acqua spacca profondamente la strada che diventa impercorribile e impedisce alle strade poderali di accedere alla provinciale. Acqua e fango e straripamenti anche a Castel del Piano, anche lui colpito nei suoi punti di debolezza: il fosso che attraversa via Pozzo Stella si è riversato, per l’ennesima volta, da un lato nel parco dei Cigni, che è stato riempito di fango e detriti nella zona che costeggia la strada e dall’altra si è diretto verso i fondi di case private. E sono stati proprio gli abitanti della zona a bloccare la furia dell’acqua, riuscendo a scoperchiare un tombino che è stato in grado di ricevere il flusso. È esondato pure il fosso del Piombato, sulla strada che porta a Seggiano. E infine anche Montenero d’Orcia ha avuto la strada principale allagata, quella che dalla sp 64 del cipressino entra in paese e per la quale vi sono alcuni che lamentano la lentezza degli interventi. (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
