Il dolore
Crollano le mura a Cana pietre su 2 case e un’auto
Le infiltrazioni hanno fatto cadere un lungo tratto di cinta. Ma i dubbi sono sulla stabilità della zona a monte. Il sindaco: «Partiamo subito con le verifiche»
CANA. Crolla, a Cana, una parte di cinta muraria medievale e rimane miracolosamente in piedi la terrazza soprastante.
La bufera della notte fra sabato e domenica, che ha sconvolto l’Amiata, è arrivata anche a Cana (Roccalbegna), dove, attorno alla mezzanotte, è crollata una parte delle mura medievali. «Una vera bomba d’acqua – spiega il sindaco Massimo Galli – che forse ha fatto esplodere una situazione in cui c’erano già infiltrazioni di acqua. Non si sa, al momento, ma dobbiamo verificare». Fatto sta che la muraglia medievale, cadendo, si è appoggiata a un fabbricato e poi si è abbattuta su una parte dello stesso edificio e su un annesso agricolo lì accanto. L’ammasso di pietre e di terra è poi andato a finire sopra un’automobile che era parcheggiata là sotto, e che è stata schiacciata dalla quantità di carico di pietre precipitate dalle mura. Per fortuna nell’auto non c’era nessuno e anche i due appartamenti colpiti dai massi, erano vuoti: uno, disabitato al momento, perché il proprietario si trova ricoverato all’ospedale e il secondo, perché appartiene a una persona che abita altrove. Una ventina di metri di mura crollate o compromesse gravemente, perché nella parte a monte, oltre il crollo, è rimasta senza supporto sottostante una terrazza, pavimentata in porfido negli anni ’90 ed oggi rimasta sospesa e diventata pericolosissima, tanto che il sindaco Massimo Galli ha in animo di presentare un progetto per chiedere alla Regione Toscana interventi di somma urgenza per il consolidamento dell’opera e per scongiurare altri disastri. I massi e i detriti del crollo hanno invaso la strada comunale sottostante che gira attorno al paese e che è, dunque, interrotta. Anche gli abitanti dei due appartamenti coinvolti non possono al momento, entrare. Il primo cittadino subito dopo la prima ispezione del crollo, con gli esperti e i tecnici dell’Unione dei comuni, indica due priorità immediate: la creazione di un tombino dove confluiscano le acque dei tetti delle case adiacenti, in modo che la stessa acqua non si infiltri nel blocco delle mura. Questo potrebbe salvaguardare da ulteriori crolli. Il secondo intervento è liberare la strada dalle pietre e dai cumuli di detriti e permettere agli abitanti dei due appartamenti di poter essere in grado di rientrare in casa propria. Comunque è un vero e proprio disastro in un luogo di pregio storico-architettonico, dove sono intervenuti, oltre al sindaco Galli e le forze dell’amministrazione comunale, i Vigili del fuoco di Arcidosso e gli ingegneri e i geologi dell’Unione dei comuni. «Intanto abbiamo delimitato tutta la zona, spiega Galli e da subito avvieremo quei lavori che servano per cercare di stoppare il peggioramento della situazione».
ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 2 E 3
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
