Il Tirreno

Grosseto

«Signori, le strisce disegnatevele da soli»

«Signori, le strisce disegnatevele da soli»

Una famiglia lotta da anni contro il parcheggio selvaggio davanti al garage. Ed è costretta al “fai da te”

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GROSSETO. Strisce sull’asfalto “fai da te” per cercare di scoraggiare gli automobilisti cafoni che intralciano il passo carrabile.

Non è la cronaca di cittadini che si fanno giustizia da soli, ma la paradossale vicenda in cui si è trovata una famiglia che abita a Grosseto in via dei Mille. Alla quale il Comune ha detto, in sostanza, di arrangiarsi ma, soprattutto, di provvedere a quello che all’apparenza sembrerebbe un compito dell’ente pubblico: disegnare le strisce sulla strada.

La famiglia è quella della signora Isabella Fei che abita al civico 55/A di via dei Mille a Grosseto e che da anni combatte contro gli automobilisti che le parcheggiano davanti al garage, senza trovare conforto nell’assistenza del Comune.

«La situazione è divenuta insopportabile – spiega Fei – devo continuamente sudare per poter esercitare il diritto di accesso o di uscita dal mio garage». Ma è difficile anche per tutti gli automobilisti che passano in via dei Mille, dove «parcheggiare – spiega la donna – è un rebus a causa dei continui cambi di divieto».

Per questo molti non trovano di meglio che lasciare la macchina davanti a casa sua. «Il problema è iniziato nel 2003 quando mi sono trasferita in questa casa – spiega Fei –. Ho ottenuto regolare passo carrabile, ma le auto continuavano a parcheggiarmi davanti casa». A niente serve l’enorme simbolo di divieto di sosta disegnato sulla saracinesca. Le telefonate ai vigili sono quotidiane ma non sempre la Municipale può intervenire o arrivare in tempo.

La signora, nel 2007, chiede dunque al Comune cosa si può fare per impedire la sosta selvaggia. E qui la sorpresa. «Mi fu risposto di farmi le squadrette (delle strisce al confine con lo scivolo del marciapiede, ndr) da sola. Ho chiamato la Grosseto Parcheggi e, nel 2009, ricevute le autorizzazioni, con 80 euro le ho fatte fare».

Ma è possibile che debba pensarci un privato a fare le strisce su una strada pubblica? E sarà davvero pubblica? «Visto che la gente continuava a parcheggiare qua – spiega Fei – ho chiesto al Comune di poter mettere dei panettoni di cemento ai lati, ma mi hanno risposto che non si può perché è area privata. Allora ho chiesto di poter installare una paletta di abbattimento, come quella che c’è a Porta Vecchia. Ma mi hanno detto di no perché la strada è pubblica». A vuoto anche la richiesta di disegnare una croce gialla davanti allo scivolo. «L’ho visto a Caserta e non credo che lì viga un codice della strada diverso dal nostro», dice Fei.

Insomma, un po’ di confusione che non aiuta la signora. Tanto più che tre anni fa, nell’ambito di una più ampia riverniciatura della segnaletica orizzontale in via dei Mille, Fei si è vista rifare anche le sue squadrette senza averlo chiesto, come si trattasse davvero di segnaletica pubblica.

Abbiamo chiesto spiegazioni all’assessorato alla polizia municipale che ha promesso di verificare se le strisce “fai da te” autorizzate dal Comune sono la prassi o un caso sporadico e se ci sono altri modi più efficaci con cui la signora, come tanti altri cittadini grossetani, può far rispettare il suo diritto a entrare e uscire dal garage. La risposta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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