Trasporti
Sala Eden, la Uisp: «Il Comune sapeva»
L’associazione sportiva ribadisce i motivi della rinuncia: «È saltato l’accordo con il gestore della ristorazione e del ballo»
GROSSETO. Continuano le polemiche attorno alla sala Eden. La storica balera, chiusa da oltre un anno, attende il nuovo bando – già annunciato dal Comune - che vedrà spuntare (si spera) il nuovo gestore. La prima corsa alla sala, alias Bella di Torriglia, è finita come da copione: tutti la volevano ma nessuno l’ha presa. Delle 21 dimostrazioni d’interesse iniziali ne è rimasta solo quella della Uisp, che aveva vinto la gara e che oggi, appunto, torna sulla vicenda dopo essersi ritirata dall’affare: «La Uisp non ha affatto tergiversato e di questo ne è consapevole l’amministrazione comunale con la quale siamo stati in stretto rapporto» dicono dall’associazione. Il riferimento è anche a un articolo uscito proprio sul Tirreno qualche giorno fa. Il taglio del servizio non è piaciuto ai vertici della UIsp, che hanno creduto bene di mettere i puntini sulle i. «Alla fine, come già spiegato e comunicato in maniera dettagliata al Comune, non è stato possibile trovare una soluzione perché al soggetto individuato per la gestione del ballo non è stato accordato il necessario finanziamento». La Uisp se la prende anche con il consigliere comunale Andrea Ulmi (Lista Lolini) che aveva criticato la gestione condotta dal Comune sull’affare Eden e richiamato l’attenzione sull’incameramento della caparra versata dai contendenti: «Il consigliere Ulmi, che non conosciamo ma che sicuramente è persona rispettabile, ha dimostrato di essere distante dai cittadini come tanti altri politici. Se invece di fare un intervento pieno di livore, si fosse documentato nella nostra associazione che è aperta a tutti, sicuramente avrebbe fatto un intervento diverso. Ciò che ci rammarica davvero, però, è che in consiglio nessun consigliere o assessore abbia dato spiegazioni su come i fatti fossero andati, sebbene l’amministrazione comunale fosse perfettamente a conoscenza degli sviluppi della situazione. Questo mortifica ancora una volta una realtà come la nostra: siamo stati fatti passare come un’associazione inaffidabile, come se i 7mila soci solo nel Grossetano fossero un caso». Per la Uisp rimane quella che è definita come “una beffa finale”: la cauzione versata a suo tempo per partecipare al bando, 3mila e 500 euro, non verrà restituita. Eppure «c’era scritto che l’amministrazione poteva incamerarla, ma che sarebbe stata una procedura discrezionale, non che sarebbe stata una scelta automatica». Insomma, «una grande mortificazione per i soci e l’intero comitato, che da sempre si prodiga in tutta la provincia per lo sviluppo dello sport e dell’attività fisica in genere con tante iniziative, anche legate alla solidarietà. Speriamo che la sala Eden, ora che l’affitto è stato abbassato, trovi la giusta collocazione nel panorama cittadino». L’associazione si toglie qualche altro sassolino dalla scarpa: «In passato la giunta di centrodestra ci ha tolto l’impianto di via Mercurio che avevamo vinto in una gara». Così come adesso la Uisp si dice costretta dall’attuale amministrazione «a ospitare una squadra di calcio nell’impianto di Roselle che abbiamo in gestione».
Maurizio Bernardini
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