Sicurezza
Fiab: «Mercoledì incontriamo il sindaco»
Fedi ricorda che in centro transitano 400 mezzi su due ruote ogni ora. E chiede un ufficio apposito
GROSSETO. I cartelli sono spuntati, ora si dialoga: anche stavolta – dicono i maligni – a Grosseto si viaggia al contrario. Prima si prendono decisioni, poi si concertano...
Ecco che mercoledì mattina il presidente della Fiab (Federazione italiana amici bicicletta), Angelo Fedi, incontrerà il sindaco Emilio Bonifazi per discutere del divieto di transito imposto alle biciclette sull’area di corso Carducci. «Deriva tutto da un’ordinanza del 2009 – dice Fedi – in cui fu istituita la Ztl e furono messi i piloni che bloccano l’accesso all’inizio del corso. Le biciclette, sempre secondo quell’ordinanza, possono andare in entrambi i sensi di marcia entro tutto il perimetro circoscritto dalle Mura, tranne, appunto, corso Carducci».
Insomma, Fedi conferma che il corso era già interdetto alle biciclette, ma senza segnali nessuno poteva fare o subire multe. «Siamo consapevoli che quella strada è particolare e che le bici, in certi orari, dovrebbero essere limitate. Ma quel divieto ci sembra comunque una cosa forte, il centro è il punto massimo di transito dei mezzi su due ruote, lì ne passano 400 ogni ora». E magari sarà proprio per questo, obietteranno dal Comune, che occorre mettere mano alla faccenda. Poi ecco tornare un vecchio cavallo di battaglia degli amanti delle due ruote: «Vorremmo un ufficio biciclette che si occupi della mobilità dolce, è da molto che lo chiediamo». Ma una proposta per cercare di modificare il divieto imposto dal Comune almeno per il momento, non c’è. E forse non ve ne sarebbe neppure bisogno: un po’ di buon senso potrebbe bastare. Ma come spesso accade, le cose semplici sono le più complicate da fare. Specie se in ballo ci sono abitudini maturate lungo gli anni. (m.b.)
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