Il Tirreno

Grosseto

«Caro Papa, lo Stato scarica i malati di Sla Ci aiuti a batterci»

di Fiora Bonelli
«Caro Papa, lo Stato scarica i malati di Sla Ci aiuti a batterci»

Flamini (Comitato 16 Novembre) si appella al pontefice «L’assistenza è a rischio. Il 22 ottobre manifesti con noi»

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CASTEL DEL PIANO. «Caro Papa Francesco». Il Comitato 16 Novembre dei malati di Sla e altre malattie gravissime di Castel del Piano inizia così il suo appello a Papa Francesco perché sia presente a Roma, davanti al ministero dell’Economia, dove il 22 ottobre i malati faranno sentire di nuovo la loro voce perché temono che nella legge di stabilità saranno tagliati i fondi a loro riservati.

La presidente del comitato, Laura Flamini, che già più volte ha protestato a Roma e che adesso può solo muovere gli occhi per scrivere con un computer, scrive a Papa Francesco una lettera toccante, un inno alla vita, prima di tutto.

«Caro Papa Francesco – vi si legge – fin dalla sua prima apparizione, la sera stessa della sua elezione, lei ha saputo parlare al cuore delle persone, credenti e non. Io sono fra i non credenti, ma seguo con un interesse mai avuto quello che lei sta facendo per rendere la chiesa più vicina alla vita delle persone. Lei ha saputo parlare al cuore della gente, io sono soltanto una disabile che con un po’ di presunzione vuole parlare al suo cuore. Mi chiamo Laura Flamini, vivo a Castel del Piano, malata di Sla da cinque anni, tutto quello che mi resta del mio corpo sono gli occhi per scrivere su un computer speciale».

Flamini spiega di essere «una delle migliaia di persone colpite da malattie degenerative, orfane di una possibilità di cura, e quello che è ancora più crudele, abbandonate al proprio destino da uno stato cieco e indifferente. Migliaia di malati gravi, non autosufficienti, di ogni età, con famiglia ma anche senza, ogni giorno affrontano sofferenze, pesano in tutto sulle fragili spalle di familiari che rinunciano alla propria vita per assisterli, non hanno risorse economiche, restano per necessità chiusi nelle rsa, defraudati della loro vita affettiva. Un mondo di dolore, angoscia, sofferenza continua che, ne sono certa, lei ha nel cuore e nelle sue preghiere».

Flamini è sincera con Papa Francesco: «Io non prego, ma questo mondo di cui faccio parte è tutto nel mio cuore e nelle cose che, da due anni, cerco di fare, perché vede io sono fortunata, ho quanto è necessario per sopportare la mia condizione, ma proprio per questo tremo al pensiero di come vive chi non lo ha. Sono presidente di una associazione, il Comitato 16 Novembre; da due anni chiediamo al governo un sistema di assistenza che rispetti i bisogni e la volontà di tutti i disabili non autosufficienti, di ogni età e di ogni malattia. Il 22 ottobre saremo ancora una volta a Roma, davanti al Potere, a chiedere nient’altro che il diritto a vivere, per il tempo che la malattia concede, in modo dignitoso, con l’assistenza di cui ogni disabile ha bisogno, in seno alla propria famiglia senza però vederla rovinarsi economicamente e psicologicamente. Lei, Papa Francesco, sono certa che è vicino con il cuore e con le preghiere a chi soffre, per questo io la invito a nome di tutti i disabili ad essere al nostro fianco, il 22 ottobre, quando saremo davanti al ministero Economia e finanze. Resteremo giorno e notte, se necessario faremo lo sciopero della fame e della sete, sappiamo di rischiare la vita nelle condizioni in cui siamo, ma non abbiamo altri mezzi per rompere il muro di indifferenza di chi ha il potere di decidere della nostra vita. Abbiamo bisogno di lei, della sua presenza, del suo conforto. Sarà al nostro fianco ad aiutarci in questa richiesta di dignità e di civiltà? La aspettiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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