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Tutta l’eredità lasciata al Comune

Tutta l’eredità lasciata al Comune

Dieci anni fa un’anziana di Seggiano fece testamento a favore dell’ente. Che oggi ne cura la memoria

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SEGGIANO. L’amministrazione comunale di Seggiano mantenendo accese tre lampade votive sulla tombe dei familiari di una sua concittadina, ne mantiene integra la memoria e continua a renderle omaggio.

Il perché di questo minimo impegno economico del comune seggianese (40 euro all’anno per alcune tombe del cimitero di Castel del Piano), sta nel fatto che la signora Turcheschi, nel 2004, alla sua morte, indicò il Comune di Seggiano erede universale del suo patrimonio. Una casa, dei terreni e un annesso agricolo e tutto quello che, insomma, la signora Maria possedeva al momento della morte.

L’eredità fu accettata dal Comune con beneficio di inventario con atto del consiglio comunale il 16 luglio 2004 e, con deliberazione numero 18 del 5 marzo successivo, la giunta ritenne necessario accollarsi l’onere del pagamento dell’illuminazione di tre lampade votive che erano a carico della donante.

Una famiglia patriarcale, quella della signora Turcheschi, di radici seggianesi, originaria di Pescina, con tre sorelle e un fratello, ma anche una vita, la sua, segnata da una grande e terribile disgrazia. Infatti, dopo essersi sposata con un operaio della zona, Maria aveva avuto un figlio, il quale, a circa 30 anni, era morto folgorato nel mobilificio dove lavorava. Un colpo terribile, una tragedia, acuita anche dalla sua vedovanza. La solitudine.

Ma a quel paese dove era nata Maria era rimasta, comunque, sempre attaccata, come fosse l’ultima ancora di salvezza, un filo che la teneva ancora in vita. Tanto che quando si era sentita male ed aveva avuto bisogno di aiuto, era voluta restare nella sua casa di Pescina dove aveva tutto quel che le occorreva, le foto, le memorie, i ricordi.

Andava ad accudirla la sorella Bruna, ma con grande fatica, perché Maria e Bruna erano già molto avanti con gli anni. E proprio quando Bruna con la neve e col freddo non ce la faceva proprio più ad andare a trovarla, la signora Maria fu ospitata al ricovero degli anziani di Castel del Piano. Ma alla casa di riposo “Vegni” sopravvisse solo pochi giorni. Lontano da Pescina Maria non ci poteva stare. Il suo testamento, preparato da tempo, lasciava tutto al Comune di Seggiano: la casa di Pescina, terreni, suppellettili, tutte le cose care di Maria.

«Ci ha lasciato il suo patrimonio totale, nominandoci eredi universali – spiega Rossi – e oggi le entrate dell’affitto della casa che ci ha donato in eredità, costituiscono per Seggiano un non piccolo beneficio finanziario. Ha fatto un’opera grande e noi, il minimo che possiamo fare, è tenere accesi per lei quei tre lumini nel cimitero di Castel del Piano che Maria si era presa in carico, quando era ancora in vita, per ricordare i parenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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