Il Tirreno

Grosseto

Rumori molesti e immondizia sul terrazzo

Rumori molesti e immondizia sul terrazzo

Condannata a 900 euro di ammenda dopo essere stata denunciata dai vicini esasperati

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CASTEL DEL PIANO. Rumori molesti a tutte le ore del giorno, ma spesso alle 4 del mattino: persiane metalliche sbattute; spostamento di sedie e mobili trascinati sul pavimento; uso di pentole, martelli, seghe, trapani elettrici; canzoni cantate ad alta voce; apparecchi radio-tv ad alto volume. Per una coppia di vicini di casa era un inferno, tanto che erano stati costretti a chiedere ospitalità altrove per qualche tempo. E non li consolava il fatto che il disturbo della quiete avveniva in periodi limitati dell’anno.

Alla fine - ed era il febbraio 2011, ma la vicenda sarebbe andata avanti dall’estate precedente - i vicini avevano presentato denuncia, visto che le lamentele dirette non avevano trovato accoglienza. E per Gabriella Di Cicco, 69 anni, abitante a Roma, è arrivata una sentenza di condanna: 900 euro di ammenda per gli schiamazzi ma anche per aver gettato dalla finestra immondizia e secchi d’acqua sulla terrazza dei vicini, su cui erano finiti anche olio, incensi e altre sostanze imbrattanti. A ciascuna delle due parti civili costituite, l’imputata dovrà liquidare 5.000 euro per danni.

Il giudice Muscogiuri è arrivato a riconoscere l’imputata colpevole dopo aver sentito le testimonianze delle parti offese. La Di Cicco usava quell’appartamento solo per un periodo limitato di tempo, come seconda casa, ma in tutto questo periodo i comportamenti molesti si sarebbero susseguiti inesorabilmente. Per i suoi vicini dormire era diventato impossibile e le notti insonni erano la regola. Marito e moglie erano stati anche costretti a cercare ospitalità da parenti, seppure temporaneamente. E dalla sua finestra, la donna avrebbe gettato nel cortile della coppia anch ele immondizie provenienti da cibi in scatola e liquidi come incenso e oli profumati. La donna era stata vista dalle parti offese, nota il giudice, e non vi erano altre persone oltre lei ad abitare quella casa. Quando erano arrivate le forze dell’ordine, la donna si era chiusa in casa e non aveva risposto.

Il giudice riconosce il dolo del comportamento e definisce come pienamente attendibili le deposizioni dei vicini, anche perché confermate dalle parole di altre due persone. Non è dimostrato il danno patrimoniale ma vi è senza dubbio quello derivante dal disturbo del riposo notturno. Oltre a risarcire i vicini, Gabriella Di Cicco dovrà anche pagare le spese di costituzione di parte civile: 2.000 euro.

(p.s.)

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