Finanza
La retta di settembre si paga per intero
GROSSETO. Tempi duri per mamme e papà: la retta di settembre si paga per intero. A poco importa se le aule di asili nido e materne hanno aperto i battenti solo il 9 settembre. Il Comune, almeno a...
GROSSETO. Tempi duri per mamme e papà: la retta di settembre si paga per intero. A poco importa se le aule di asili nido e materne hanno aperto i battenti solo il 9 settembre. Il Comune, almeno a sentire le proteste della gente che si è vista recapitare i bollettini, non fa sconti.
Ma la direttrice di Iside, Barbara Biagioni, replica: «Se si vuole pagare solo il tempo che il bambino sta nella struttura si prende una baby sitter». Ma uno dei genitori insiste: «C’è una determinazione del direttore di Iside (numero 44 del 2013) che stabilisce il calendario delle attività per l’anno educativo 2013/14 dalla data del 9 settembre. Non si capisce dunque – visto che l’asilo era chiuso - il motivo per cui si addebita nel bollettino un importo riferito a quei 9 giorni».
Le proteste dei genitori non sono nuove, già la scorsa settimana il gruppo aveva tentato di far sentire la propria voce, ma i risultati non si sono visti. Intanto il 7 ottobre, termine per tirare fuori i quattrini della retta, si avvicina e in tanti si troveranno a sborsare una cifra che ritengono non dovuta. «Abbiamo contattato telefonicamente il personale dell’ufficio. Hanno giustificato l’applicazione di questa nuova quota dicendo che le attività sono iniziate il primo settembre e che sino all’8 l’asilo era stato chiuso e il servizio sospeso in analogia a quanto avviene nel periodo natalizio e pasquale».
Per queste ragioni il gruppo di genitori ha ideato un prestampato: lì viene illustrata la faccenda e richiesto l’invio di un nuovo (e più snello) bollettino. Ma, come abbiamo detto, chi gestisce i servizi educativi non vuol sentire storie. Per la Biagioni la retta va bene così: «Lo scorso anno abbiamo tergiversato in tutti i modi e il bollettino di settembre è stato pure spostato. Tutto questo viste le polemiche e i ricorsi (prima paventati e poi avvenuti) da parte dei genitori. Per i nuovi ammessi ci sono ingressi scaglionati, chi non ha mai frequentato il nostro servizio la riduzione ce l’ha». La faccenda, secondo la direttrice di Iside, è chiara: «Quando si costruiscono le rette si stabilisce una compartecipazione delle famiglie e si spalma in dieci mesi. I genitori pagano anche le ore che servono per far funzionare il servizio: il contratto degli insegnanti prevede una quota di ore da dedicare ai bambini e un’altra per programmazione, convegni, laboratori». Senza dimenticare «i colloqui con i genitori». Già, i genitori. Tempi duri per mamme e papà.
Maurizio Bernardini
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