Il Tirreno

Grosseto

«Devono andare via dalla ex scuola»

di Pierluigi Sposato
«Devono andare via dalla ex scuola»

Il Comune si rivolge al giudice per l’edificio di Grancia Occupazione abusiva, sei le persone sotto sfratto

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GROSSETO. Devono andare tutti via dalla ex scuola comunale di Grancia. Un uomo e la sua compagna, nonché i quattro figli, tutti sotto i dieci anni. E' un occupazione abusiva quella che il Comune contesta a Filippo Ferrari e alla sua nuova famiglia. L'amministrazione ha dato incarico a un avvocato e questi ha chiesto al giudice civile di procedere nei confronti dei sei occupanti. Se ne parlerà il 16 ottobre, data fissata per l'udienza in cui verranno ascoltate entrambe le parti. Ma intanto Filippo - che ha voluto portare a conoscenza il fatto - si sta dando da fare per contestare le conclusioni del Comune.

Ferrari non è nuovo purtroppo a problemi con la casa. Tanti anni fa aveva dormito in tenda sulle Mura con la sua ex e con i due figli; aveva trovato altre sistemazioni di fortuna e non solo a Grosseto; era andato a dormire in una roulotte in piazza Barzanti; finalmente aveva trovato un tetto, grazie e soprattutto al suo lavoro (si occupa della rottamazione del ferro), mentre era al contempo riuscito a mandare regolarmente i figli a scuola. Dopo laseparazione, Filippo aveva girato un po', poi aveva trovato un tetto proprio alla ex scuola di Grancia. Lui sostiene non solo che di aver regolarmente pagato le bollette di ogni genere - e in effetti è registrato all'anagrafe dei tributi comunali dal 2008 - ma che la destinazione era stata comunque implicitamente approvata dal Comune, visto che nessuno aveva contestato l'indirizzo cui inviare i pagamenti: il Comune sapeva e sa benissimo dove era residente.

Il Comune invece sostiene che l'occupazione di quel terreno lungo la strada delle Sanctae Mariae è abusiva. E che quell'edificio costruito nel 1957 - dove già c'era stato un inquilino in emergenza abitativa e che poi era stato messo all'asta - è dell'amministrazione, anche se in stato di abbandono. Pur essendo in condizioni precarie, la ex scuola era stata abitata già dal 2006; nel 2009 la polizia municipale aveva effettuato un sopralluogo dietro le proteste dei proprietari confinanti, riscontrando la presenza di Ferrari con la sua famiglia. All'epoca c'erano un generatore di energia elettrica con motore a scoppio e l'acqua era assicurata dalla condotta pubblica. Quando lo stesso Ferrari, come ricostruisce il Comune, si era presentato per dichiarare l'occupazione, la polizia municipale aveva approfondito gli accertamenti, al fine di rientrare in possesso del bene e di metterlo in sicurezza. Se ne erano interessati anche i carabinieri. Era risultato che l'allaccio dell'acqua era abusivo e che nel marzo 2012 l'occupazione continuava (come anche nel maggio scorso). Circostanze tutte che Filippo contesta vivacemente, dicendo di essere in grado di mostrare tutti i documenti che dicono il contrario.

Il Comune però insiste, visto che non sono andati a buon fine i tentativi bonari finalizzati al rilascio. Sostiene che vuole rientrare in possesso della ex scuola, «sia per rispondere a esigenze particolari di emergenza abitativa, sia nell'ambito di dismissione del patrimonio pubblico».

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