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Dai tesori geologici una miniera per il turismo

Presentati in Regione i 15 geositi di rilevante valore censiti da Monterotondo a Orbetello

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GROSSETO. Un impulso al turismo che scaturisce dalla terra grazie a un tesoro che si è costruito, nascosto e silente, nel corso dei millenni. È il geoturismo, ovvero il turismo calamitato dei tesori geologici. E a quanto pare la provincia di Grosseto ne è una potenziale miniera.

Questo, almeno, dicono i recenti studi sul patrimonio geologico censito nel Grossetano, e presentati alla Consulta tecnica per le aree protette e la biodiversità della Regione.

Gli studi, coordinati dal gruppo di lavoro delle Province di Grosseto e Siena, dal Parco nazionale delle Colline Metallifere della rete dell’Unesco e dall’università di Siena, hanno individuato forme naturali del territorio, di superficie o sotterranee, costituite da particolari emergenze geologiche, geomorfologiche e pedologiche, dal rilevante valore ambientale, scientifico e didattico. Ora sta alla Regione attivare le procedure per il riconoscimento formale dei geotopi.

«L’attribuzione della qualifica di geotopi di interesse regionale al patrimonio geologico censito – spiega in una nota la Provincia – costituirebbe un ulteriore e importante riconoscimento alle attività sinora svolte dalla Provincia di Grosseto in materia di tutela e valorizzazione dei beni ambientali, oltre che uno degli obiettivi programmati dal Parco nazionale delle Colline Metallifere Grossetane». Sarebbe inoltre un punto a favore in vista della rivalidazione, la prossima estate, della qualifica di membro della Rete dei geoparchi europei dell’Unesco.

I geositi censiti sono: le Biancane a Monterotondo, la cavità di Poggio Mutti e le cave rosso ammonitico a Montieri; le roste, filladi e quarziti del torrente Mersino e Faglia, il filone quarzoso cuprifero a Boccheggiano; nel territorio del Comune di Roccastrada lo sperone roccioso La Pietra, la formazione di Poggio al Carpino, i Canaloni, la formazione del torrente Farma; i travertini di Massa Marittima; le Sabbie e i travertini del fiume Pecora, sempre a Massa Marittima; la sinkhole di Gavorrano; la laguna di Orbetello; le vie cave di Pitigliano e Sovana; la farina fossile della Valle Orsina a Pitigliano; la voragine del Bottegone a Grosseto; le arenarie di Manciano.

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