La manifestazione
«Andremo dal prefetto»
MONTE ARGENTARIO. Il gruppo di opposizione politica al Monte Argentario, Adesso il Futuro, orfano in questi giorni del suo leader Massimo Sandrelli, torna sulle polemiche del consiglio comunale di...
MONTE ARGENTARIO. Il gruppo di opposizione politica al Monte Argentario, Adesso il Futuro, orfano in questi giorni del suo leader Massimo Sandrelli, torna sulle polemiche del consiglio comunale di inizio settimana e le integra con nuove pesanti critiche che hanno riguardato quei punti dell’ordine del giorno su cui non intervennero per l’abbandono della seduta.
«Sul report sulle società partecipate del Comune - esordisce - emerge con preoccupazione la posizione dell’Argentario Approdi, società al 79% del Comune, che ha palesato una perdita di esercizio di 12.066,12 euro. Dato che contrasta con le rose dichiarazioni rese sulla stampa dal suo presidente Nazzareno Orsini – dicono loro - Ormai Argentario Approdi è solo il lungo braccio del Comune che così non avrà più bisogno di fare inutili gare di appalto, che magari potrebbero far risparmiare qualcosa alle casse comunali senza eludere la normativa, ma si potrà rivolgere direttamente alla sua partecipata. Dunque il Comune si avvia sulla strada del garden design, più che del turismo nautico, se non fosse per la fondamentale collaborazione con la Lavoratori del Mare srl, tanto stretta da costringere Luigi Scotto a dimettersi per occupare il posto da assessore all’economia del mare. Per non parlare della bitta che, dopo la rottura a seguito della prova di carico e sulla cui legittimità è già stata fatta richiesta agli organi competenti, pare magicamente essere tornata più forte di prima, secondo le testuali parole del sindaco. Sempre nel consiglio del 30 settembre – continuano loro - si è deliberato su un irragionevole e irresponsabile regolamento sui volontari: una normativa che rappresenta un onere economico non indifferente per il Comune, essendo necessario stipulare esose assicurazioni, e che istituirà una sorta di corpo di “polizia” non autorizzato né competente col rischio di aumentare i contenziosi. Il nostro regolamento è un’accozzaglia evidente di violazioni di legge che mette a serio rischio l’ordine pubblico, ragione per cui ci dissociamo dall’adozione e faremo una dura battaglia per impedirne la sua esecuzione, cominciando a portarlo all’attenzione del Prefetto». (s. z.)
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