Sicurezza
Qui si lavoravano il vetro e anche l’osso
Dal primo secolo dopo Cristo in poi, l’evoluzione di Spolverino, poi divenuto necropoli
ALBERESE. Posto sull'ultima ansa del fiume Ombrone, all'interno del Parco, il sito archeologico di Spolverino è oggetto di indagini dal 2010. Prima delle ricerche condotte dall'Università di Sheffield, erano noti i resti di una struttura muraria di generica età romana, visibile da una sezione esposta sulla riva sinistra del fiume.
La fondazione. Spolverino fu costruito nel corso della metà del I secolo d.C.: gli scavi hanno permesso di riportare alla luce un grande complesso manifatturiero, composto da almeno 8 ambienti, la cui frequentazione si protrae sino alla fine del V secolo. La sua realizzazione deve essere avvenuta sotto la spinta dell'autorità imperiale, impegnata a incentivare la presenza di attracchi e luoghi di produzione di beni di prima necessità.
La lavorazione del vetro. Fin dalle sue origini, il sito di Spolverino si caratterizza per una vocazione manifatturiera alla lavorazione del vetro. Le varie campagne di scavo hanno, infatti, permesso di identificare almeno due atelier completi di fornaci per la soffiatura delle forme vitree e la loro successiva tempra.
La lavorazione dell'osso. Nel corso del III secolo, in contemporanea con il ciclo del vetro, Spolverino si dotò anche di un atelier per la lavorazione e la creazione di oggetti in osso. Sono stati ritrovati spilloni da capelli, dadi da gioco e oggetti da mobilia. Questa bottega rimase in vita per circa un secolo, prima di lasciare posto ad altre forme di produzione.
La lavorazione dei metalli e le cucine. Dal IV secolo sino alla fine del V il sito vide la nascita di un'officina metallurgica. Contemporaneamente alcuni ambienti furono utilizzati anche come luogo di cucina e preparazione dei pasti per le persone che qui lavoravano.
L'abbandono del sito e la sua conversione a necropoli. Infine tra la fine del V e gli inizi del VI secolo Spolverino fu abbandonato e le sue attività commerciali e produttive furono interrotte. Nei vecchi ambienti fu ricavata una piccola necropoli (sono state rinvenute 4 sepolture).
Nel corso dei secoli, comunque, l'area è stata ricoperta dalle esondazioni del fiume, fino a nascondere i resti con oltre 2 metri di argilla alluvionale, permettendo una straordinaria conservazione dei materiali e dei resti delle sue strutture. (g.b.)
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