Il Tirreno

Grosseto

Maremma capitale europea della cultura e dell’arte da creare

di Francesca Ferri
Maremma capitale europea della cultura e dell’arte da creare

Ecco il progetto di Cont e Serra con cui Grosseto sfiderà le altre città italiane. Dal Comune però frenano: «Appoggeremo Siena e Pisa»

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GROSSETO. «La debolezza e la mancanza di una visione organica della cultura in Maremma rappresenta un’occasione per la costituzione di qualcosa di forte». Su questo preambolo si basa il progetto “Maremma capitale fluttuante della cultura, della natura e dell’amore” (si legge su www.paesaggianticipati.it), presentato dagli artisti Maurizio Cont e Gianmarco Serra e ammesso alla selezione per fare della Maremma la capitale europea della cultura nel 2019, che ha colto di sorpresa un po’ tutti. «Un progetto di smascheramento del presente», recita il sottotitolo, un «rovesciamento dello sguardo», un «essere anticipatori». Uno scrollarsi di dosso la visione del paesaggio maremmano così come la “sua” identità impone e un liberarsi del «potere verticale interno alle istituzioni» per gettare sulla Maremma uno sguardo nuovo, eterogeneo, fecondo proprio perché mancante. Una rivoluzione, un ribaltamento. Al diavolo le autocommiserazioni tipo «noi non siamo all’altezza delle altre città»; noi siamo molto di più, perché, dicono Cont e Serra, dove non c’è niente è ancora tutto possibile.

Deve aver fatto un certo effetto al ministero dei Beni culturali ricevere il fascicolo elaborato da Cont e Serra e che porta la Maremma in gara con altre ventuno città italiane, tra cui Venezia e le toscane Siena e Pisa. E non solo per la forma – dalla grafica all’organizzazione dei testi – ma anche per la premessa che lo muove: mentre le altre città si presenteranno al cospetto della commissione giudicante portando il loro bagaglio di monumenti, opere, luoghi e tradizioni arcinoti come un dépliant da sfogliare, la Maremma si offrirà nello sguardo nuovo dei suoi abitanti che, in questi anni che ci separano dal 2019, proietteranno sulla loro terra. Ed è proprio il dare la precedenza alla creatività, più che al patrimonio culturale, quello che chiede l’Europa per fare di una candidata la capitale della cultura.

Il progetto prevede 27 gruppi di lavoro diffusi sul territorio chiamati a confrontarsi su grandi temi della contemporaneità, tra i quali psicanalisi, Europa, demografia, conquiste, democrazia, scienza, istruzione, rivoluzione, lavoro, pensiero, identità, sospensione, canto, comunicazioni. Ogni gruppo lavora in clandestinità, cioè senza pubblicità o risonanza esterna e ogni due mesi informa il comitato scientifico degli incontri venturi. I risultati sono pubblicati ogni due mesi e a gennaio e marzo 2014 i primi contenuti saranno pubblicati sulla piattaforma del Mibac, i cui commissari saranno in Maremma a primavera.

Il progetto ha raccolto già oltre 200 adesioni che, nello spirito dell’operazione, restano anonime. Per lo stesso motivo sono bandite le istituzioni. Il motivo? Nella descrizione di Grosseto Cont e Serra parlano di una città «provinciale e povera di offerte culturali», dalla «marcata resistenza all’innovazione culturale», «una diseducazione al dibattito culturale, una marcata tendenza al conservatorismo politico e alla promozione e difesa dell’identità... sviluppata nei termini più ingenui e retorici e istituzioni deboli dal punto di vista culturale». Non sorprende che le istituzioni siano bandite dal progetto.

Come l’hanno presa le istituzioni? In un comunicato congiunto il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e l’assessore alla cultura Giovanna Stellini spiegano: «Abbiamo appreso la notizia della candidatura di Grosseto come capitale europea della cultura dalla stampa: ci teniamo a precisare che la città di Grosseto... non ha presentato nessun progetto dal momento che la Toscana ha già presentato due autorevolissime candidature, Siena e Pisa. Riteniamo che non abbia senso proporre ora ulteriori progetti, ma semmai lavorare tutti insieme e far convergere i nostri sforzi sulle candidature di Siena e Pisa». «Non appoggio un progetto che non conosco», aggiunge Stellini.

L’assessore provinciale alla Cultura Cinzia Tacconi riconosce, invece, a Maurizio Cont e a Gianmarco Serra il merito di essersi imbarcati in questa iniziativa e di aver rivolto un richiamo alle istituzioni, mentre il collega al Turismo, Gianfranco Chelini, parla di un’iniziativa «che ci riempie comunque d’orgoglio». Positivo anche il commento del presidente della camera di commercio, Giovanni Lamioni: «Il fatto stesso che imprenditori e professionisti motu proprio abbiamo deciso di candidare la Maremma mi fa enormemente piacere, sia perché è una partita importante, sia perché si ha la consapevolezza delle potenzialità del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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