Il Tirreno

Grosseto

Dieci antiche fabbriche accanto al fiume

di Gabriele Baldanzi
Dieci antiche fabbriche accanto al fiume

Ad Alberese, nel Parco della Maremma, la scoperta dei ricercatori di Sheffield: «Qui c’era un distretto manifattutiero»

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ALBERESE. Comprendere la storia, il passato. Comprenderne il valore anche in termini economici. Un salto di qualità enorme per le istituzioni, tanto più in un momento di crisi nazionale e mondiale come quello che stiamo vivendo.

Ieri, alla villa Granducale, Comune di Grosseto, Parco della Maremma e Tenuta di Alberese hanno veicolato questo messaggio: «Anche nei momenti di difficoltà si può e si deve spendere in cultura».

Sono stati presentati, infatti, i risultati della 4° campagna di scavi archeologici (effettuata nei mesi di agosto e settembre) che ha interessato il sito di Spolverino, illustrando i risultati ottenuti e le prospettive future. Erano presenti Claudio del Re (direttore di Terre Regionali Toscane), Lucia Venturi (presidente del parco regionale della Maremma), l'assessore alla cultura del Comune di Grosseto Giovanna Stellini, l'archeologo Alessandro Sebastiani (grossetano, ora in forza all'università di Sheffield), il dottor Paolo Nannini per la soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e il presidente dell'associazione culturale “Progetto archeologico Alberese” Matteo Colombini.

«Durante le ricerche - ha spiegato Alessandro Sebastiani - sono emersi interessanti strutture produttive, sviluppate a partire dalla metà del II secolo d.C., fino alle soglie del Medioevo. L'impressionante consistenza dei depositi archeologici e la straordinaria presenza di manufatti hanno reso possibile una ricostruzione dettagliata degli ambienti lavorativi e della vita quotidiana in quello che era un vero e proprio distretto manifatturiero composto da almeno 10 fabbriche, sepolte al di sotto dei livelli alluvionali del vicino fiume Ombrone. Durante l'ultima campagna di scavi è stato inoltre individuato un nuovo sito, posto lungo l'antica linea di costa di età romana. Le indagini si sono concentrate nella comprensione della consistenza delle stratigrafie residue, oltre che al recupero di alcune strutture murarie».

«I dati raccolti - ha detto Lucia Venturi - permetteranno di migliorare l'attrattiva turistica all'interno del Parco della Maremma e pongono le basi per una migliore definizione delle dinamiche insediative di epoca romana, collegandosi ai risultati ottenuti anche nei vicini siti di Hasta, Montesanto e dell'area dei templi di Diana Umbronensis».

«Credo - ha proseguito il presidente del parco regionale della Maremma - che gli scavi stiano mettendo in luce aspetti interessanti della storia antica del territorio. Valorizzare ciò che emerge servirà ad incrementare le risposte positive che abbiamo avuto già quest'anno in termini di visite».

«La quarta campagna di scavi appena conclusa ad Alberese, ad opera dell'università di Sheffield, con la supervisione della Soprintendenza ai beni archeologici - sono parole dell'assessore Giovanna Stellini - ha visto protagonisti ancora una volta diversi giovani archeologi grossetani, volontari e studiosi provenienti da altri Paesi. Un lavoro faticoso ma caratterizzato da importanti ritrovamenti. Io mi auguro presto di poter rendere visibili, partendo dal museo cittadino, buona parte dei reperti tornati alla luce, testimonianze storiche e archeologiche, così da poter dare un ulteriore appeal turistico al territorio».

E proprio sul fronte turismo si è articolata anche la riflessione del direttore della Tenuta di Alberese - Terre Regionali Toscane (proprietaria dei terreni): «Siamo contenti di stare dentro a questo progetto di ampio respiro internazionale e ci mettiamo a disposizione, anche per il futuro, nel percorso che dovrà individuare ad Alberese un luogo per l'esposizione di ciò che è stato rinvenuto».

Infine Matteo Colombini, presidente dell'associazione culturale “Progetto Archeologico Alberese”: «Il nostro percorso è iniziato nel 2009 e da quest'anno ci siamo strutturati in maniera importante per far progredire la valorizzazione del sito. L'appuntamento è fissato al prossimo anno, mentre nei prossimi mesi, con le istituzioni, penseremo a come coinvolgere il pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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