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dopo lo stop ai contributi

Municipio al Tar contro Mps Ricorso contro lo Statuto

Municipio al Tar contro Mps Ricorso contro lo Statuto

GROSSETO. Dopo la Provincia, anche il Comune di Grosseto ha presentato al Tar della Toscana il ricorso contro la Fondazione Monte dei Paschi e il ministero dell’Economia e delle finanze contestando...

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GROSSETO. Dopo la Provincia, anche il Comune di Grosseto ha presentato al Tar della Toscana il ricorso contro la Fondazione Monte dei Paschi e il ministero dell’Economia e delle finanze contestando il nuovo Statuto della Fondazione che esclude il territorio grossetano dai beneficiari dei finanziamenti statutari.

La decisione di portare la Fondazione e il ministero (in qualità di soggetto che ha ratificato il nuovo Statuto, il 12 giugno scorso) era stata annunciata dal sindaco Emilio Bonifazi. Il 24 settembre la giunta ha, quindi, dato mandato al servizio Affari legali di avviare le pratiche per il ricorso.

La vicenda è ormai nota. La Fondazione Mps, a seguito della difficilissima situazione che sta vivendo la banca, decide di rinnovarsi e riscrive il proprio Statuto. Le novità sono due: non ci sarà alcun grossetano negli organi di governo della Fondazione e spariscono anche i finanziamenti statutari che la Fondazione versava ogni anno al territorio grossetano. E che, ai tempi d’oro, arrivavano anche a 8 milioni di euro (di circa 300 milioni distribuiti in mezza Italia).

Per Grosseto e la Maremma è stato uno schiaffo, non solo perché ha visto svanire davanti ai propri occhi i cospicui finanziamenti ma anche perché, da “cugini” d’Oltreamiata, i grossetani sono tra i fautori della ricchezza della banca. «Quesi “paschi” – spiega Bonifazi – sono appunto la Maremma, ed è logico che il nostro territorio sia considerato di riferimento».

Il Comune, insieme alla Provincia e alla Camera di commercio, hanno cercato di far cambiare idea ai senesi in via bonaria, ma niente da fare. Da qui i ricorsi.

«La raccolta economica di una banca come Mps viene fatta non tanto a Siena ma in tutta Italia e all’estero – spiega Bonifazi – perciò non ha senso che gli utili siano ridistribuiti solo alla città dove è nata. Inoltre il taglio arriva proprio in un momento come quest,o quando ci sono meno risorse da elargire. Insomma, potevano fare uno sforzo maggiore a riconosce re questa territorialità storica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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