Il Tirreno

Grosseto

Magliano è favorevole al supercomune

di Sabino Zuppa
Magliano è favorevole al supercomune

Al vicesindaco Bonini piace l’unione con la Costa d’Argento: «Unirci tutti insieme, perché no?»

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MONTE ARGENTARIO. Interessi, collaborazioni amministrative e un pizzico di feeling politico potrebbero condurre anche il Comune di Magliano in Toscana a entrare - da protagonista - nel dibattito sulla creazione del “supercomune” della Costa d’Argento. Una questione che sta appassionando sempre più abitanti di tutta la Maremma del sud e che potrebbe diventare di grande attualità se il processo di scioglimento delle Province dovesse subire un’accelerata.

Magliano in Toscana è geograficamente in una posizione più accentrata rispetto agli altri quattro che si ipotizza siano riunibili in un supercomune. E forse per il fatto che è una piccola realtà si colloca dal punto di vista amministrativo in una sorta di limbo: per alcuni settori amministrativi ha rapporti più frequenti con la realtà di Grosseto e Scansano, con la quali condivide alcune eccellenze agricole come l’attività di produzione del vino Morellino e dell’olio. Per le altre è molto più vicino ai Comuni costieri, anche perché ha un suo piccolo ma grande sbocco sul mare, la spiaggia di Cala di Forno nel bel mezzo dell’Uccellina. Senza contare che i distretti socio sanitari e le questioni relative all’istruzione lo mettono a stretto contatto con Orbetello e i suoi confinanti: ma i suoi amministratori sarebbero pronti a variare regolamenti e a mettersi in gioco per la nuova super realtà che individuerebbe uno spazio molto grande, ma forse anche molto omogeneo? «Forse si, ma non in maniera eccessivamente autoritaria, consegnando tutto il potere nelle mani di un solo “supersindaco” – dice Eva Bonini, vicesindaco di Magliano e donna della sinistra di Sel che già è apparsa in prima linea in varie battaglie – Credo che l’idea della collaborazione e dell’interazione tra territori è una cosa verso la quale stiamo già andando in maniera quasi naturale, ed io sono proprio per la forma dell’associazione dei Comuni, un po’ come la pensano i miei cari amici Luigi Bellumori e Monica Paffetti. E vi spiego anche perché – insiste lei – se si accettasse una realtà del genere, i cittadini delle zone più periferiche, come ad esempio i miei concittadini di Magliano, potrebbero venire trascurati. Io sono convinta che le persone vanno ascoltate da vicino per risolvere i loro problemi e un eccessivo accentramento dei poteri potrebbe portare a trascurare molte questioni che, invece, meritano più attenzione». Dunque la quinta testimonianza, quella della Bonini, dopo quella dei tre sindaci, Arturo Cerulli, Luigi Bellumori e Monica Paffetti e del vicepresidente della Provincia, Marco Sabatini tende a far pender l’ago della bilancia verso l’unione e l’aggregazione dei Comuni, una possibilità che va vista al di là del mero taglio dei costi di gestione.

«Capisco anche l’ottica di chi crede che con un solo organo amministrativo centrale si potrebbero risparmiare molti fondi – insiste l’amministratrice – ma non sono convinta che poi il guadagno finale, in termini generali, sarebbe alla fine così elevato. Del resto già collaboriamo con il Comune di Capalbio e quello di Orbetello, per esempio per il sociale, per la sanità e l’attività di protezione civile, e questa cosa è giusta sotto molti aspetti, non ultimo quello economico. Ma poi, alla fine, ognuno conosce le sue realtà locali che difficilmente sarebbero seguite bene in altra maniera, se tutta l’organizzazione venisse accentrata in un luogo lontano. Dico questo perché io credo che non sarà semplice fare a meno del ruolo delle Province, sarà difficile ridistribuire certe competenze che le riguardano adesso e anche su questo ci sarà da vedere se il risparmio sarà reale. Dunque Supercomune sì: magari nella modalità di unione o aggregazione che faccia mantenere a ognuno di noi un pizzico di libertà».

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