Attenzione
Festa di Arcille e Comune al Tar si va al... pareggio
L’Amministrazione aveva annullato in autotutela gli atti gravati da ricorso ma sulla concessione degli spazi sarà ancora braccio di ferro
ARCILLE. Un comune, quello di Campagnatico, che sfratta un'associazione di volontariato (il comitato festeggiamenti di Arcille). La notizia rimbalzò sui giornali nei mesi scorsi, con uno strascico di precisazioni e polemiche. La querelle è poi approdata davanti al Tar Toscana, che ha ritenuto di non accogliere il ricorso dichiarandolo improcedibile per sopravvenuta carenza d'interesse. Apparentemente né vinti, né vincitori. Ma le cose stanno un po' diversamente.
A denunciare il caso Arcille erano stati due consiglieri comunali di opposizione, Manuel Ciarpi e Catia Galeazzi, i quali avevano accusato il sindaco Luca Ricciardi, il vice Massimo Lucatti e i consiglieri Giovanni Quadalti, Romina Naldi, Cristian Annoli di aver annullato alcune delibere del 2007 che concedevano in convenzione gli immobili all'associazione festeggiamenti di Arcille con motivazioni ritenute prive di senso. Nel ricorso al Tar, presentato dall'associazione della frazione, si presupponevano violazioni di legge ed eccesso di potere. Si domandava anche un risarcimento danni. In ballo due edifici ristrutturati ai tempi di Pesucci e poi affidati in gestione all'associazione per svolgervi le proprie attività sociali.
Nei giorni scorsi il Tar ha messo la parola fine al caso Arcille, pronunciando una sentenza che fa chiarezza sulla procedura adottata fino a oggi dal Comune di Campagnatico, prendendo atto della retromarcia compiuta da quest'ultimo e sviscerata in un articolata memoria difensiva prodotta lo scorso 4 settembre.
In pratica il Comune di Campagnatico, con la deliberazione consiliare numero 29 del 29 giugno 2013, aveva annullato d'ufficio due precedenti deliberazioni del 2007 dello stesso consiglio (relative alla concessione in uso da parte dell'amministrazione di alcuni immobili e la gestione della pista polivalente di Arcille).
Con un successivo provvedimento dirigenziale, il 2 luglio, il Comune aveva poi impartito l'ordine di non utilizzate i locali dati in concessione e di riconsegnare le chiavi delle strutture. I due atti erano stati immediatamente impugnati con ricorso al Tar. Nel frattempo, il 28 agosto, una settimana prima dell'udienza fissata a Firenze, il Comune aveva corretto il tiro, procedendo in autotutela all'annullamento degli atti gravati da ricorso e ridisciplinando l'intera materia.
Il collegio giudicante, quindi, ha semplicemente preso atto della sopravvenuta carenza d'interesse, stabilendo la compensazione delle spese. Non è detto, però che le discussioni si chiudano qui. Il Comune, infatti, resta inflessibile riguardo alla scadenza della concessione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
