La manifestazione
Fosso Beveraggio, nuovo stop ai lavori
Il Comune annulla l’appalto. Ma l’assessore assicura: «Li farà il consorzio di bonifica». E venerdì controlli sugli allacci
GROSSETO. Ricordate il fosso del Beveraggio? Quel fiumiciattolo di liquami che attraversa una porzione di Verde Maremma per poi disperdersi nei campi?
Bene, già da qualche tempo, dopo promesse elettorali e impegni più o meno disattesi, la pulizia del canale è iniziata. Ma le sorprese, da quelle parti, continuano. Sì, perché le procedure d’appalto relative all’affidamento dei lavori di bonifica e riqualificazione ambientale sono state annullate (determina dirigenziale 1092 del 17 settembre).
«L’impresa – dice l’assessore all’ambiente, Giancarlo Tei - si era aggiudicata la gara con un forte ribasso, ma ha poi contestato le modalità attuative del lavoro». A conti fatti, sempre secondo l’amministrazione, il tutto sarebbe costato alle casse pubbliche quasi il doppio rispetto alla somma prevista per l’affidamento dei lavori. Tutto da rifare dunque? «No, le opere di risanamento – assicura Tei - vanno avanti. Stiamo solo cercando di agire senza che la fretta ci faccia gettare soldi». Ecco che a proseguire i lavori ci penserà il Consorzio di bonifica Grossetana, che ha una convenzione con il Comune per la manutenzione dei fossi e ha già fatto un sopralluogo. Daranno il proprio contributo anche altre due ditte specializzate (a questo punto ancora da individuare): una trasporterà l’enorme quantità di melma ricavata dalla pulizia del fosso verso una discarica adeguata, l’altra si occuperà d’individuare chi ha fatto – secondo l’amministrazione – gran parte del danno. «Al Beveraggio, ormai è chiaro – prosegue l’assessore – ci sono allacci irregolari: c’è chi ha collegato acque nere nei collettori che trasportano le chiare». Magari si tratta d’interventi dovuti a un poco fortunato “fai da te”, ma chi è in errore sarà bene si sbrighi a fare marcia indietro. Il rischio di vedersi recapitare qualche bella contravvenzione è reale: «Venerdì mattina, grazie a delle telecamere che si insinuano lungo i collettori, verificheremo proprio questo. Prima di partire con la pulizia approfondita vogliamo capire da dove vengono questi scarichi, altrimenti tra qualche mese saremo punto e a capo».
Ma oltre a limitare l’arrivo di acque nere, per rimettere a posto il fosso sarà necessario scavare il letto dove oggi scorre il liquame (e domani, magari, l’acqua): «Daremo una pendenza che permetterà lo scorrimento dell’acqua». E sulle inondazioni che affollano i campi adiacenti al fosso, Tei commenta: «Quello è un canale che purtroppo può andare in piena, ma non deve avere quei depositi di fanghiglia». Dopo anni gonfi di promesse, annunci, sopralluoghi e qualche chicca tragicomica (è di due settimane fa il furto della nafta all’escavatore che avrebbe dovuto iniziare a ripulire il fosso) il Beveraggio fa parlare ancora di sé. Tei assicura che il Comune ce la sta mettendo tutta per risolvere la questione – previsto un investimento di 350mila euro - e che per la prossima primavera quel fiumiciattolo di melma sarà sanato. Incrociamo le dita e aspettiamo. Nella speranza che l’inverno non sia poi così piovoso, altrimenti, a ogni esondazione ci sarà da gioire.
Nel 2011 le analisi fatte fare da un gruppo di abitanti esasperati dall’odore nauseabondo del fosso parlarono chiaro: la presenza del batterio fecale era 600 volte superiore ai limiti di legge.
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