Sicurezza
Consiglio di Stato: stop alle perforazioni
Sentenza favorevole a un residente alle Zolfiere (Scansano): la Adroit deve smettere di cercare antimonio
SCANSANO. Il braccio di ferro giudiziario tra un cittadino - Luciano Pasquini, residente al podere le Zolfiere, nel comprensorio di Scansano - e una società multinazionale, la Adroit Resources inc, va avanti ormai da qualche anno.
Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato, ribaltando un precedente pronunciamento del Tar Toscana (del febbraio scorso), ha accolto l'istanza dell'appellante, che chiedeva appunto la riforma della sentenza emessa sette mesi prima.
Di cosa parliamo? Di ricerche minerarie. E in particolare del permesso denominato "I Salaioli".
La Adroit Resources inc è una società canadese di cui in Maremma sentiamo parlare dall'estate del 2006. Batte il comprensorio collinare, quello metallifero e le valli del Fiora e dell'Albegna. Prima alla ricerca di oro, poi di argento, piombo, zinco, rame e antimonio.
Sette anni durante i quali non sono mancate polemiche, equivoci, bracci di ferro con le istituzioni locali, a volte - come nel caso che raccontiamo oggi - le invettive di cittadini e comitati. Ci sono, infatti, persone che fin dall'inizio non vogliono permettere ai geologi di sondare il territorio, che dicono no anche quando Comuni, Regione e Soprintendenza la pensano diversamente.
A Scansano, per esempio, in località Salaioli, le perplessità non sono mai mancate. Si tratta infatti di una zona ex mineraria, “area archeologica”, dicono le carte.
Qui la Adroit, a più riprese, tra il 2007 e il 2009 e tra il 2010 e il 2012, ha compiuto ricerche e carotaggi. Qui di nuovo si è chiesto di indagare - con un progetto di attività integrativa di ricerca mineraria su 33 ettari - nel 2012, sempre senza assoggettamento alla procedura di Valutazione di impatto ambientale.
Stavolta, però, all'ennesimo via libera un cittadino ha deciso di adire le vie legali impugnando - prima davanti al Tar della Toscana (che gli ha dato torto), poi davanti al Consiglio di Stato (sentenza favorevole) - i decreti autorizzativi.
Adesso i provvedimenti delle amministrazioni coinvolte per competenza (Comune, Regione e Soprintendenza), già impugnati a suo tempo, è stato stabilito che vengano sospesi, «limitatamente all'effettuazione di scavi e perforazioni nel terreno di proprietà del Pasquini».
Ma la vicenda giudiziaria non è chiusa. Il fatto che il Consiglio di Stato abbia accolto, in fase cautelare, la domanda di sospensiva dell'efficacia delle autorizzazioni, non impedirà al Tar Toscana di approfondire ancora.
Il 13 marzo 2014 è fissata una nuova udienza. Per la cronaca le attività di ricerca mineraria consistono in indagini di superficie - teoricamente non invasive, né distruttive del suolo e del soprassuolo - e in carotaggi che le istituzioni valutano «di modesta incidenza sugli eventuali beni archeologici esistenti nel sottosuolo».
La Adroit, anche di recente, ha ribadito il proprio interesse per I Salaioli.
«Le ricerche condotte in questi anni giustificano sforzi ulteriori. I saggi effettuati non hanno mai avuto alcun impatto sul territorio. L'obiettivo ancora una volta è raccogliere i dati necessari al completamento della ricerca mineraria. I campionamenti di suolo e rocce serviranno a integrare la carta delle anomalie dei metalli in suolo, delle alterazioni geologiche, per verificare in conclusione la presenza di mineralizzazioni suscettibili di valorizzazione: oro, argento, piombo, zinco, rame e antimonio. Ovviamente per avviare eventuali attività estrattive, ci sarà bisogno in futuro di un iter ben più lungo e complesso».
C’è anche da capire se un’eventuale attività estrattiva, al di là di possibile disagi, possa portare qualche beneficio a tutta la zona, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione.
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