Attenzione
Si uccide a 41 anni nel suo ufficio
Da quattro giorni aveva fatto perdere le proprie tracce Alla base del gesto ci sarebbero dei debiti da saldare
FOLLONICA. Debiti, soldi che avevano smesso di girare ma che servivano per mandare avanti la baracca. E quel senso di impotenza che a 41 anni probabilmente ce la fa a mettere all’angolo anche un professionista. È una storia di lavoro che non va e spese che si sono accumulate nel tempo, di soldi chiesti in prestito e della difficoltà di restituirli quella che si è consumata negli ultimi quattro giorni a Follonica. E che è finita nel peggiore dei modi: con un libero professionista di 41 anni trovato ieri morto nel suo ufficio del quartiere di Senzuno. Impiccato con una corda a una finestra dello studio dove tutto era cominciato.
È una vicenda fatta di sofferenza estrema, quella che ha coinvolto l’uomo che proprio lo scorso febbraio era stato assolto dal tribunale di Grosseto. Lui, amministratore di condomini, era stato accusato di appropriazione indebita da tremilacinquecento euro. Soldi che sarebbero dovuti essere versati per pagare il lavoro di una ditta in un condominio. Ma lui, con quell’accusa, non c’entrava nulla e il giudice Giovanni Muscogiuri lo aveva messo nero su bianco nella sentenza di assoluzione. Ma questo non è bastato al professionista per non soccombere. Cinque giorni fa, ha lasciato il suo appartamento che è proprio accanto all’ufficio dove è stato trovato ieri dai carabinieri e dai vigili del fuoco. I suoi familiari, ieri pomeriggio, si sono presentati in caserma per denunciarne la scomparsa. Da mercoledì non avevano più notizie, ma erano certi che avesse lasciato la città. Quel silenzio, però, li ha messi in allarme e per questo si sono rivolti ai carabinieri. I militari hanno deciso di cominciare a cercare tracce dell’uomo proprio lì dove si potevano essere concentrati i suoi problemi, nel suo ufficio. La porta era chiusa dall’interno: i vigili del fuoco hanno aperto e hanno visto il quarantunenne appeso a una corda legata in cima alla finestra. Morto. Accanto aveva lasciato un manoscritto: troppi debiti da onorare. Non c’era traccia, però, tra le righe su quel foglio, dell’entità del debito contratto dall’uomo. Toccherà ai carabinieri, ora, mettere insieme i tasselli di questo puzzle di sofferenza e problemi di lavoro che sono alla base della morte dell’uomo. E capire se dietro a questi debiti non ci sia qualcos’altro.
Intanto, la salma del quarantunenne è stata portata all’obitorio, dove è ancora a disposizione del magistrato che ha già predisposto l’esame esterno. Poi, visti gli atti, potrà essere concesso il nullaosta.
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