Il Tirreno

Grosseto

«Sì al Pd, ma con Renzi a palazzo Chigi»

di Gabriele Baldanzi

Parla l’assessore provinciale Chelini: «Credo che possa aggregare consensi. E sarebbe molto utile anche a livello locale»

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GROSSETO. La direzione del Centro democratico (quasi al completo) si è riunita venerdì sera per parlare, prima di tutto, di questioni e problematiche di attualità (sanità, autostrada, attività di Comuni e Provincia). In seconda battuta di politica: nuovi scenari e posizionamenti, dopo i rumors – riportati dal nostro giornale - sulla marcia di avvicinamento al Pd. Ne abbiamo parlato ieri con Gianni Chelini, leader del Cd e assessore provinciale al turismo. «È stata riunione molto partecipata. Ne abbiamo già fissata un’altra a metà ottobre in cui parleremo dei servizi pubblici. È una fase in cui è importante il confronto e capire dove andiamo e con chi. Siamo preoccupati per la situazione nazionale e altrettanto per quella locale».

Iniziamo dalla fine. Non è vero, quindi, che state transitando tutti quanti nel Pd? «No, le cose stanno in modo diverso. Noi siamo un piccolo partito che sta nella coalizione di centrosinistra. Guardiamo al Pd con attenzione e la stragrande maggioranza di noi – ormai è accertato – vogliono Matteo Renzi come nuovo candidato alla presidenza del consiglio. Quindi, faccio un esempio, le primarie per la segreteria del Pd ci interessano nel momento in cui il segretario sarà poi il leader della coalizione. Dispiace, peraltro, vedere che il Pd ha difficoltà a governare anche i processi interni...».

E a livello locale? «A livello locale notiamo che c’è lontananza dai grandi temi, quelli che possono marcare le differenze sul piano del benessere, della qualità. Faccio un altro esempio. La cosiddetta autostrada. La posizione del Centro democratico è molto chiara. Noi diciamo che prima di pensare al tracciato, chi decide e progetta, deve spiegare e prevedere il traffico complanare. Se non si fa bene la viabilità alternativa il territorio resterà comunque penalizzato. Noi diciamo che le popolazioni locali, gli enti locali, non devono farsi scippare l’Aurelia e poi pagarla obbligatoriamente ogni volta che la si usa (mare, lavoro, scuola) perché non esiste un’alternativa».

Il governatore Rossi si batte i pugni sul petto per le complanari a Nord, Piombino, etc… «Esatto, mi piacerebbe vederlo fare altrettanto per noi».

Sanità. Avete appena chiesto un consiglio straordinario a Bonifazi. «Bonifazi è il presidente della conferenza dei sindaci. Il consigliere nel comune capoluogo Simone Marchetti ha chiesto la convocazione di un assise straordinaria aperta per parlare di sanità, dei tagli in corso. Vuole sentire in viva voce Mariotti. Cosa racconta, dove stiamo andando. Lo appoggiamo con convinzione».

Sta per finire l’esperienza della Provincia. Si parla di lei come possibile assessore in municipio...

«È fantapolitica. Non esistono proprio le condizioni. È vero invece che dovrà cambiare radicalmente, a mio avviso, il ruolo e l’impostazione del lavoro dell’amministrazione di Grosseto, che dalla Provincia erediterà una grande responsabilità, quella di essere l’ente guida, l’ente capofila della Maremma. Anche per le nuove competenze. Insomma ci vorrà un cambio di passo. E in questo ragionamento non è escluso che alcune figure che oggi amministrano la Provincia possano essere utili in Comune».

Perché, come Centro Democratico, avete decise di dedicare un focus interno ai servizi pubblici e ai bilanci delle amministrazioni? «Perché le due cose sono collegate. Prendiamo il Comune di Grosseto. I problemi di bilancio, ammessi dagli stessi amministratori, condizionano da tempo tutta l’azione politico-amministrativa e con essa i servizi, la loro erogazione, gli investimenti, il loro miglioramento. Mi piace fare gli esempi: sui rifiuti a Grosseto abbiamo le tariffe più alte della Toscana; la Toscana, a sua volta, ha le tariffe più d’Italia e l’Italia le più alte d’Europa. Che cosa significa? L’equazione non mi pare difficile».

Ultime domande. Le chiedo un botta e risposta. Lei è renziano?

«A me piace l’attivismo di Renzi e la reazione che ha avuto dopo la sconfitta di un anno fa. E non ho problemi ad ammettere che anche noi abbiamo sbagliato. Renzi oggi è in grado di portarsi dietro oltre l’80% del Pd. Non capisco D’Alema quando dice che non unisce, non compatta. Se perde qualcosa a sinistra decuplicherà il consenso dalla parte opposta. La politica è ricerca del consenso. A volte lo si dimentica».

Come sono i suoi rapporti con Marras? Si dice che qualcosa tra voi si è rotto. «Marras è uno dei migliori quadri del Pd in Toscana. Lo sanno tutti. Qui e a Firenze. Credo lo sappia anche Renzi. È un capitale della Maremma. Ma ha commesso qualche errore, inutile negarlo. Trattandosi anche di un amico - oltre che del mio presidente – di certe cose ne abbiamo parlato più volte. Lui tende a portare un rispetto eccessivo al suo passato. Ecco, sterza mal volentieri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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