Il dolore
Scontro mortale, automobilista assolta
L’Ape aveva svoltato troppo bruscamente e non c’era stato il tempo per evitare l’impatto
FOLLONICA. Non può essere ritenuta colpevole l’automobilista che, la mattina dell’11 dicembre di quattro anni fa, alla guida di una Ford S Max era andata a sbattere contro l’Ape Piaggio su cui viaggiava un pensionato di 79 anni, Lidio Donati, morto sul colpo dopo essere stato sbalzato all’esterno. Un incidente stradale avvenuto nei pressi dell’ippodromo dei Pini, lungo la Sarzanese-Valdera. L’uomo stava svoltando per accedere al podere Sant’Anna, attraversando la corsia di marcia opposta senza aver dato la precedenza.
Il giudice Marco Mezzaluna ha assolto perché il fatto non costituisce reato (e adesso ne ha depositato le motivazioni) Michela Masini, 53 anni, abitante a Bientina, imputata di omicidio colposo. Il giudice ritiene che vi era stata una «imprevedibile invasione da parte del Donati dell’opposta corsia di marcia». E tale «ingiustificata invasione, effettuata con modalità talmente improvvise da non essere prevedibile, ha creato la situazione di pericolo che ha coinvolto l’imputata, che procedeva regolarmente all’interno della corsia di pertinenza. Il lasso temporale a disposizione dell’imputata (per assumere una qualsivoglia decisione sul da farsi) è stato irrisoio e tale da non poter evitare l’impatto, o quantomeno attenuarne le conseguenze».
Non essendovi l’elemento psicologico (in presenza di una condotta totalmente anormale da renderla imprevedibile) il giudice ha optato per il proscioglimento. La Procura, rappresentata dal vpo Pamela Di Guglielmo, aveva chiesto 16 mesi (difesa Cariello). Secondo l’imputazione, basata sulla relazione del consulente tecnico, la donna avrebbe tenuto una velocità di 70 km all’ora quando il limite è di 50. Il ct della difesa aveva invece stimato la velocità tra i 49 e i 51 km/h. Una differenza scaturita dalle metodologie differenti di calcolo. E sostenuta dal fatto che sull’asfalto non erano state trovate tracce di frenata. Vero, argomenta il giudice: anche se la testimone che seguiva aveva visto accendersi gli stop della Ford, si era semplicemente trattato dell’appoggio sul pedale, senza che vi fosse «attività frenante utile, per mancanza di tempo». L’Ape non aveva messo la freccia e aveva svoltato verso sinistra bruscamente. L’unica altra manovra dell’imputata era stata quella di sterzare verso destra. Ritenuto più attendibile il metodo del ct della difesa, il giudice ha comunque ritenuto che non vi fosse stato il tempo sufficiente per evitare l’impatto. (p.s.)
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