Il Tirreno

Grosseto

Piano di protezione civile, troppi dubbi

di Sabino Zuppa

Il governatore Rossi: «Cosa fa il Comune? Chiedetelo a loro». Il vicesindaco Stoppa: «Tanto si è fatto, restano criticità»

3 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Non bastavano gli attacchi dell’opposizione sulla mancanza di un piano di protezione civile aggiornato nel Comune di Orbetello; e nemmeno i tantissimi dibattiti sul web da parte della gente alluvionata di Albinia che comincia ad essere infuriata e non vuol saperne di dovere affrontare l’inverno nell’insicurezza e soprattutto con un dubbio atroce: se qualcosa di grave dovesse nuovamente succedere, c’è chi ha previsto tutte le mosse possibili?

Ora un’altra tegola cade sull’amministrazione del sindaco Monica Paffetti perché stavolta a far intuire che il Comune di Orbetello è in difetto ci pensa il presidente della Regione Enrico Rossi in persona.

Rispondendo su facebook alle richieste di un cittadino di Albinia che gli chiedeva informazioni su quale fosse il piano di emergenza del Comune lagunare in caso di alluvione, Rossi ha risposto testualmente: «Credo, come può intuire anche lei, che questa domanda deve essere posta non a me, ma al suo Comune».

Lapalissiano, certo, ma non per questo meno pungente per le stanze del municipio orbetellano dove, in questi giorni si sta concludendo il rimpasto di giunta che dovrebbe dare nuova linfa all’amministrazione Paffetti con l’ingresso di tre nuovi assessori. A nessuno infatti farà piacere che il governatore, il quale peraltro negli ultimi tempi sta rispondendo spesso e volentieri ai quesiti degli alluvionati, dia un risposta così secca e “rassegnata”.

Insomma, un capo della Regione del Pd che non prova neppure a difendere un’amministrazione del Pd, non è cosa di poco conto e obbligherà a una presa di posizione il Comune orbetellano. Il quale, è bene ricordarlo, da tempo non chiarisce la sua posizione in merito all’aggiornamento del piano di protezione civile alla normativa nazionale del 2102.

Una legge che a dire il vero sembrerebbe obbligare anche gli enti superiori, come il ministero e la Regione, a far rispettare ai Comuni le norme in questione, anche se dalla risposta del governatore c’è da pensare che tali mosse siano già state fatte.

Tra gli amministratori lagunari c’è chi però prova a dire qualcosa alla sua gente, in particolare sulle preoccupazioni relative ai lavori di messa in sicurezza. È il vice sindaco Marcello Stoppa, la persona che seguì tutta la vicenda dell’alluvione dalle scale della chiesa e a contatto diretto con le persone e che anche quest’anno sarà destinato a non dormire tranquillo con l’arrivo degli allerta meteo.

«Il Consorzio Osa Albegna ci ha garantito poco tempo fa che almeno 11 dei 16 lavori programmati sono stati completati – spiega – e questo significa che sono destinati a resistere a eventi atmosferici a ritorno cinquecentennale. Per quanto riguarda gli abitanti della zona di Polverosa, a monte del Magione, devo confermare le loro preoccupazioni: quella è l’unica zona che non sarebbe ancora tutelata da un evento analogo all’alluvione del 2012 benché dove l’Albegna ruppe a Marsiliana si sia sistemato tutto nella debita maniera. Questo perché ancora non sono cominciati i lavori di creazione del nuovo argine remoto, in pratica un secondo argine di riserva che identificherà alcune casse di espansione. E anche questo andrà fatto – conclude – la Regione e l’Osa Albegna lo hanno programmato proprio perché sarà elemento determinante per la messa in sicurezza di tutto il comprensorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa