Finanza
Nasce comitato per i pozzi: «L’acqua ci è dovuta»
GROSSETO. Il Comune vuole che i privati paghino l’acqua dei pozzi? Al Verde Maremma non sono proprio tutti d’accordo: la gente è pronta a dare battaglia e nasce un comitato. La scintilla l’hanno...
GROSSETO. Il Comune vuole che i privati paghino l’acqua dei pozzi? Al Verde Maremma non sono proprio tutti d’accordo: la gente è pronta a dare battaglia e nasce un comitato. La scintilla l’hanno accesa le parole dell’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci, che ha annunciato un giro di vite sull’erogazione dell’acqua per i giardini privati: «Perdiamo mezzo milione di euro all’anno – aveva detto al Tirreno - per oneri concessori dovuti alla Provincia, energia elettrica, riparazioni e manutenzioni dei pozzi». Così il Comune si appresta a dar vita a un bando per affidare la gestione dei pozzi, il tutto entro la primavera 2014. Ma secondo gli abitanti del quartiere la posizione assunta dall’assessore è contraria alle norme: «Esiste una convenzione stipulata tra la società edilizia Verde Maremma e l’allora amministrazione comunale, come da delibera 292 del 26 luglio 1972. In 21 articoli, si stabiliva che “per l’innaffiamento dovrà essere assicurata una disponibilità di acqua di almeno 2litri al giorno per ogni metro quadrato di superficie a verde attrezzato (pubblico o privato) e a strade da reperire nel sottosuolo con pozzi”». Una linea che, sempre a sentire il comitato, è stata seguita sino al 2008. In ballo – allo stato attuale delle cose – ci sono «380 famiglie nella sola zona nord del Verde Maremma« tutta gente che lamenta il mancato funzionamento di un pozzo. Una faccenda che si trascina da tempo e a cui Monaci ha già replicato, rispondendo picche. La nota del comitato si chiude nella speranza di strappare un incontro con l’assessore, «Che non potrà prescindere da quanto stabilito dalla convenzione del 26 luglio 1972». Ma Monaci la vede diversamente: «Vogliamo ricondurre gli 85 pozzi esistenti a una gestione in cui il pubblico paga l’acqua di competenza dei giardini pubblici e il privato paga in base al proprio consumo». La battaglia del comitato è solo agli inizi. (m.b.)
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