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Parità tra i sessi una ricerca nelle scuole

Parità tra i sessi una ricerca nelle scuole

GROSSETO. La differenza di genere vista con gli occhi dei bambini e dei ragazzi: lunedì, al Teatro degli Industri, saranno presentati i risultati di un progetto condotto nelle scuole cittadine, dalle...

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GROSSETO. La differenza di genere vista con gli occhi dei bambini e dei ragazzi: lunedì, al Teatro degli Industri, saranno presentati i risultati di un progetto condotto nelle scuole cittadine, dalle materne alle superiori, dalla Commissione pari opportunità del Comune di Grosseto.

Dai risultati emerge una difficoltà culturale ancora forte nel rapportarsi alla differenza tra uomo e donna, probabilmente la stessa difficoltà che, qualche giorno fa, ha impedito alla maggioranza di approvare una modifica dello Statuto comunale che inseriva le quote rosa. L'iniziativa, sostenuta da Regione e Provincia, ha avuto come protagonisti i bambini e i ragazzi della scuola dell'infanzia San Giuseppe, della scuola elementare di via Scansanese, della scuola media Giovanni Pascoli, del liceo Rosmini e dell'istituto superiore Leopoldo II di Lorena, e ha visto come parti attive la commissioni pari opportunità, l'associazione Olympia de Gouges, l'Isgrec e la task force del Codice rosa. I ragazzi e i bambini hanno compiuto dei percorsi didattici che li hanno portati a riflettere sulla specificità di genere e a proporre una ripartizione delle responsabilità familiari. Ne sono nati dei lavori, in parte pubblicati in un testo e in parte – piccole rappresentazioni teatrali, video, prodotti grafici e multimediali – saranno presentati lunedì.

La manifestazione arriva dopo un consiglio comunale che ha bocciato due emendamenti (uno di Sel e uno della maggioranza) che chiedevano di inserire nello statuto comunale un vincolo per le nomine negli organismi collegiali – giunta comunale compresa – almeno il 40% di quote rosa. A qualcuno è sembrato che ad affossare l'emendamento – nonostante abbia poi votato a favore – sia stato proprio l'intervento del sindaco, che aveva precisato che già per le società partecipate l'amministrazione rispetta la norma legislativa del 30% di quote rosa, e che, in qualche modo, inserire le quote rosa nello statuto sarebbe stato superfluo. In ogni caso Bonifazi aveva difeso la sua autonomia e a qualcuno era sembrato che volesse evitare di avere le mani legate in vista dell'atteso rimpasto di giunta. Per l'assessore alle pari opportunità Giovanna Stellini, invece, il sindaco ha voluto solo difendere le sue prerogative e quanto è accaduto non è certo colpa sua, visto che poi ha anche votato a favore dell'emendamento della maggioranza. Semmai si è trattato di mancanza di un adeguato dialogo. «Uno scivolone, ma ci sarà modo – dice – di ritornarci sopra».

(e.p.)

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