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la ciclabile chiusa

Monaci: «Certo, va aggiustata ora basta trovare i soldi»

Monaci: «Certo, va aggiustata ora basta trovare i soldi»

GROSSETO. Ieri la notizia della chiusura della pista ciclabile che collega Grosseto a Marina, oggi l’intervento dell’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. Parole che sembrano nascondere un...

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GROSSETO. Ieri la notizia della chiusura della pista ciclabile che collega Grosseto a Marina, oggi l’intervento dell’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. Parole che sembrano nascondere un velo di malizia. L’ordinanza della municipale (arrivata proprio su richiesta dell’ufficio manutenzioni) ha imposto il divieto di transito nel tratto di pista che costeggia la provinciale delle Collacchie. Troppe le buche sul manto stradale. «Pretenderò la massima celerità e il massimo impegno da parte di tutti gli uffici coinvolti – ha assicurato Bonifazi – per creare le condizioni della riapertura di tutto il tratto». Un richiamo (rivolto agli uffici) che non deve essere andato troppo giù all’assessore, tanto che nel pomeriggio di ieri è giunta un’ulteriore nota di Monaci: «Condivido il richiamo del sindaco a tutti gli uffici per giungere quanto prima al ripristino della ciclabile; lo condivido talmente che, mentre predisponevamo gli atti per l’inevitabile chiusura, abbiamo contemporaneamente redatto la perizia per il rifacimento del manto stradale. Confido quindi che tutta la giunta, cosi autorevolmente sollecitata – aggiunge, sibillino – sappia reperire al più presto i 180mila euro necessari per l'intervento». Che nella nota inviata dall’esponente socialista vi fosse del risentimento per il richiamo del sindaco non è cosa certa. Sicura è invece l’enorme carenza di risorse cui deve far fronte l’ufficio lavori pubblici: «Le dotazioni dei capitoli di spesa di cui l'ufficio poteva usufruire fino a pochi anni fa sono un sogno. In questo contesto aver messo in sicurezza 70 strade e prepararsi per l'ulteriore fase d’interventi non appena approvato il bilancio, dimostra come l'assoluta priorità sia la sicurezza». E a chi ricorda contributi europei lasciati sfumare replica: «I fondi, anche quando concessi, comportano una sostanziosa compartecipazione da parte dell'amministrazione, tanto che siamo stati costretti a rinunciare in primis al finanziamento del Piuss sugli Etruschi e ad altri finanziamenti su ciclabili e su altri investimenti che comportano esborso di milioni di euro che noi neanche ci sogniamo di avere». (m.b.)

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