Il Tirreno

Grosseto

l’abolizione delle province

Marras: «Avremo più costi con 40 Unioni dei Comuni»

GROSSETO. Un dossier dell’Upi (Unione delle Province) spiega che l’abolizione di questi Enti non porterebbe un risparmio. Ma un costo per lo Stato. E su questo interviene il presidente della...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Un dossier dell’Upi (Unione delle Province) spiega che l’abolizione di questi Enti non porterebbe un risparmio. Ma un costo per lo Stato. E su questo interviene il presidente della Provincia, Leonardo Marras.

«Che l'abolizione delle Province porti ad una riduzione della spesa pubblica è un assioma a tutt'oggi indimostrabile, un mantra mediatico che purtroppo, lo dico con sincero rammarico, viene ripetuto senza alcuna affidabile base contabile. Lo dimostra il dossier diffuso ieri dalla presidenza dell'Unione delle Province italiane (Upi), dopo la conferenza unificata».

«Non ho mai avuto pregiudizi negativi su una riforma del ruolo delle Province, che eliminasse sovrapposizioni di competenze amministrative e semplificasse la vitta di cittadini e imprese. Purtroppo prendo atto che ogni buon proposito e disponibilità ha avuto come esito solo un provvedimento demagogico e, soprattutto, assolutamente inefficace rispetto agli obiettivi dichiarati. Vorrei fosse chiaro a tutti, infatti, che stiamo andando verso un aggravio dei costi della pubblica amministrazione e un peggioramento dei servizi a imprese e cittadini. Detta con uno slogan avremmo più costi e meno democrazia. Anche se più che di slogan si tratta dell'amarissima realtà che emerge dal dossier dell'Upi, che a differenza del governo ha calcolato l'impatto del disegno di legge (Ddl) sulla chiusura delle Province. Con un aumento della spesa pubblica di 1,4 miliardi di euro per il trasferimento delle funzioni alle Regioni, e di altri 640 milioni per il passaggio della gestione dell'edilizia scolastica ai Comuni. Fra l'altro le Unioni dei Comuni, come prevede la Pdl del Governo, non avrebbero nemmeno l'obbligo di rispettare il Patto di stabilità. In definitiva guardiamo a quel che è già evidente succederebbe in Toscana con la scomparsa delle province. Nascerebbero subito una quarantina di mini-Province, o Unioni di Comuni, o, come qualcuno ha detto, vecchi Consorzi intercomunali. Un ritorno al passato di cui nessuno sente il bisogno, con tante micro aggregazioni territoriali in eterni conflitto e competizione fra loro. Con nessun vantaggio per cittadini e imprese. Questo è il rischio che corriamo, non un altro. Aldilà di altre considerazioni di natura costituzionale e politica».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa