LE OMBRE DEL CASO LORENZETTI SI ALLUNGANO SULL’AMIATA
Dopo l’arresto di Maria Rita Lorenzetti, ex presidente Pd della Regione Umbria, che ha svelato il presunto “gioco di squadra” utile a favorire interessi privati in Regione Toscana, apprendiamo dalla...
Dopo l’arresto di Maria Rita Lorenzetti, ex presidente Pd della Regione Umbria, che ha svelato il presunto “gioco di squadra” utile a favorire interessi privati in Regione Toscana, apprendiamo dalla stampa che l’assessore regionale Anna Rita Bramerini ha dichiarato al pm che sia la rimozione del dirigente dell’ufficio Via Fabio Zita, sia la revoca delle sue deleghe da parte del presidente Rossi erano legate alla “tempistica non rigorosa” dei procedimenti per la centrale geotermica di Santa Fiora e per le valutazioni sul corridoio tirrenico.
Tali dichiarazioni gettano una luce inquietante sul rilascio della Via e in sostanza sull’autorizzazione ai lavori per la costruzione della megacentrale Bagnore 4 nel comune di Santa Fiora. Giova ricordare come, nel maggio 2012, il Comitato tecnico per la Geotermia in Amiata _ organo tecnico consultivo della Regione Toscana _ incaricato di dare un giudizio per il rilascio di quella Via, non fu più rinnovato nel giugno successivo, impedendo così che ci potesse essere l’espressione di un parere congiunto nel merito.
Ci fu inoltre, il 18 luglio 2012, un contraddittorio, in sede regionale, tra comitati ed Enel dove quest’ultima ad alcune puntuali osservazioni riteneva di “non rispondere” o di non entrare nel merito. Ai membri dei comitati apparve peraltro strano tale comportamento che esponeva l’Enel a una possibile bocciatura. Invece, subito dopo le ferie agostane, il 4 settembre, la conferenza dei servizi propone parere positivo e appena sei giorni dopo, il 10 settembre, con delibera 810, la Giunta regionale esprime parere favorevole, dando di fatto il via libera alla costruzione della centrale.
Nel frattempo Zita era stato sostituito da Paola Garvin che però, leggiamo dai resoconti, dichiarava la sua incompetenza in materia. Singolare che per migliorare un servizio e accelerare la conclusione dei procedimenti venga rimosso chi ne ha le competenze! Ma in Regione Toscana non sono nuovi a queste sostituzioni lampo: ricordiamo che lo “spoil system” si era già verificato nel 2011 durante l’iter per la concessione della Via al piano di riassetto di Piancastagnaio, con Micheli, Sargentini e Marzocchi trasferiti ad altro incarico.
Alla luce delle vicende di questi giorni chiediamo alla Magistratura di accertare se tutte le operazioni della Via dell’autorizzazione all’Enel del piano di riassetto di Piancastagnaio (che prevede il raddoppio della produzione geotermoelettrica) e della costruzione della nuova megacentrale di Bagnore 4 si sono svolte nella massima trasparenza e correttezza come ci si aspetta da un ente pubblico.
A breve ci sarà la pronuncia dei giudici del Tar a cui ci siamo rivolti. E siamo sicuri che oggi ci siano più elementi per inquadrare correttamente anche la vicenda della Via per Bagnore 4.
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